Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Archive for the ‘Leggendo’ Category

Invia auguri di natale su facebook

Posted by devilmanga su 22 novembre 2016

Invia auguri di natale su facebook a tutti i tuoi amici!

Invia buon natale ai tuoi amici di facebook

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Alcuni link

Posted by devilmanga su 13 novembre 2014

detersivi alla spina

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Invia i tuoi auguri di natale su facebook!

Posted by devilmanga su 5 dicembre 2013

auguri di natale facebook

Invia ai tuoi amici di facebook gli auguri di natale divertenti.
Basta andare su JINGLE BALLS e inviare la simpatica cartolina natalizia a tutti i tuoi amici!

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Sito di ricette di cucina

Posted by devilmanga su 28 novembre 2013

http://www.cucinaletizia.com è il sito di cucina del mio amore.
Potrete continuare a seguirci da lì, e gustare le prelibatezze che cucina il mio piccolo tesoro!

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I libri sul comodino

Posted by lezia su 14 luglio 2008

Lo ammetto: li ho fregati al mio amole!
Sono i tre libri che si trovano in questo momento sul comodino della mia stanza e che mi fanno compagnia prima di andare nel mondo di sogni…

 
“Palermo é una cipolla”
di Alajmo Roberto, un libro leggero che racconta della “Città” da leggere in una boccata d’aria, un modo divertente di raccontare la nostra “Città”…e di questo libro mi manca solo qualche pagina…
“I delitti di via Medina-Sidonia” di Santo Piazzese, libro che avevo già iniziato qualche mese ma un pò per legnusia non ho concluso e che adesso mi ha nuovamente incuriosito,di seguito vi scrivo la trama…
“I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, queli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o – piu’ realisticamente – come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine dei meccanismi elementari della psiche. Da noi, pero’ c’e’ la mafia che oscura tutto, e non concede ad un detective brillante alcuna possibilita’ di uscire dalla routine”. Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, e’ di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicata annosa di gelosie e incofessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l’indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, cosi’ simile – per chi conosce Palermo – a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliano-dei di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed e’ questo suo senso metastorico di superiorita’ che gli permette di condurre l’indagine con la facilita’, e la felicita’, di chi insegue un ritmo. Un blues palermitano.
L’altro libro che apetta di esser divorato é “L’odore della notte” di Adrea Camilleri, sinceramente sarà il mio primo libro di Camilleri, ma dopo aver visto Il commissario Montalbano, credo che pian piano li leggerò tutti…
“Non la prende bene il commissario Salvo Montalbano quando scopre che un uomo, sulla cui scomparsa sta indagando, ha fatto buttare giù l’olivo saraceno da lui tanto amato. Tanto più che la ragione dello scempio è che al posto dell’ulivo è stata edificata un’orripilante villetta. Una di quelle oscene case da vacanze, come ce ne sono tante (troppe) in Sicilia, con tanto di capitelli in stile finto-corinzio e statua di Biancaneve con relativi nani a presidio del giardino. No, non la prende affatto bene, anzi la prende veramente male. Tanto male da infierire con identica furia sull’orribile casa e sugli orribili nanetti.
E andate a dargli torto se vi riesce.
No, non è un buon periodo per il commissario. I litigi, sempre più frequenti con la fidanzata Livia, quelli con i colleghi e quelli con i superiori, soprattutto con il suo “signori e Quistori”, e poi le ossa che scricchiolano un po’ di più ogni giorno che passa e, cosa peggiore di ogni altra, la digestione che non è più facile come una volta. E poi ci si mette anche il suo vice, Mimì Augello, con la sua frenesia matrimoniale, diciamolo pure un po’ incomprensibile, persino fastidiosa. La verità è che forse sta invecchiando il commissario Montalbano. Forse la roccia che era si è un poco sgretolata. Non è più un “picciottreddo”, certe cose non può più permettersele e questo non gli va giù.
È un commissario un po’ in là con gli anni, costretto a fare i conti con i primi acciacchi, questo che ritroviamo ne L’odore della notte, ultimo romanzo di Andrea Camilleri appena uscito in libreria per l’editore Sellerio e sesto romanzo con il commissario Montalbano protagonista. E insieme a lui ritroviamo i personaggi di sempre e a cui abbiamo finito per affezionarci: il vice-commissario Mimì Augello; il brigadiere Fazio, “uno sbirro vero quello”; l’ineffabile centralinista Catrella; Livia, la fidanzata destinata, crediamo, a rimanere tale a vita.
Stavolta ad impegnare il commissario Montalbano è la duplice scomparsa di un finanziere truffatore e del suo impiegato e amante, spariti all’improvviso portandosi via i soldi di mezza Vigàta. Una truffa assai ben organizzata, ma con troppi lati oscuri, con troppe cose che non “quatrano”. Forse la risposta alle domande insolute in cui il commissario continua ad imbattersi è un’altra, e va cercata nei racconti e nei ricordi di chi conosceva e frequentava il finanziere e di chi lo incontrava per strada. E infatti la soluzione del mistero è un’altra, più orribile e più dolorosa, sepolta nelle pieghe strazianti della solitudine e della follia come in fondo al mare sotto il precipizio di una scogliera.E a fornire la giusta pista a Montalbano sarà un uomo che dopo avere visto i dischi volanti e un mostro a tre teste, ha visto anche qualcosa che con la scomparsa dei due finanzieri ha a che fare. Un uomo che tutti in paese credono matto, ma anche l’unico capace di sentire “l’odore della notte”.

Non c’è estate più bella se spensierata e con in mano un buon libro da leggere…

LeziaRead

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L’amico ritrovato

Posted by lezia su 10 dicembre 2007

amico_ritrovato.jpgStamattina sistemando un pò la mia libreria, mi son ritrovata fra le mani un libro dalle dimensioni piccolissime, letto quando avevo più o meno 12 anni.
Averlo in mano mi ha emozionato, ricordo di averlo letto tutto d’un fiato e ogni pagina ha suscitato in me forti emozioni.
Ovviamente ho deciso di rileggerlo subito.

Il libro è l’ Amico Ritrovato e narra la storia di un’amicizia tra un ragazzo ebreo Hans e l’altro tedesco, di origini nobili di nome Konradin.
Una amicizia sincera nata tra i banchi di scuola, non destinata però a durare; Hitler sale al potere e la famiglia di Konradin che era nazista fa allontanare i ragazzi.
Hans é costretto ad emigrare da parenti americani mentre i genitori decidono di rimanere a difendere la “loro patria” perché: “…non permetteremo che nessun bastardo austriaco ce la sottragga…”, essi però moriranno suicidi per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Molti anni dopo Hans riceve una lettera dal suo vecchio liceo classico tedesco.
Questa  annunciava la  raccolta di fondi per la costruzione di un monumento ai caduti in ricordo di tutti gli studenti morti nella seconda guerra mondiale, con allegato un libretto con tutti i nomi dei deceduti.
Hans trova scritto anche il  nome dell’amico Konradin con la scritta: “Implicato per il tentato omicidio di Hitler, Giustiziato ”; a questo punto Hans capisce di aver ritrovato un amico.

Una storia veramente toccante e serve a non dimenticare…

LeziaRead

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io ve lo segnalo..

Posted by devilmanga su 26 novembre 2007

Magari ha qualcuno sfuggirà chi è l’autore di questo blog che sto per segnalarvi.
Io ve lo segnalo.. www.vocidalweb.it

Markdalweb

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Carissimo fratello Salvatore

Posted by lezia su 30 luglio 2007

La lettura é una delle mie passioni.
E questo fine settimana il libro che mi ha fatto compagnia é “Carissimo fratello Salvatore” di Daniele Billitteri di cui ho già letto Femina Panormitana e stò quasi per finire Homo Panormitanus.
Dei libri che raccontano un pò di noi, di com’è la gente di Palermo, quali sono le nostre abitudini, le nostre storie quotidiane.
Il tutto scritto in maniera particolare, molto popolare nonchè divertente.

In particolare il libro “Carissimo fratello Salvatore” é una raccolta di lettere che scrive un signore palermitano, un certo Vincenzo pensabene, al proprio fratello emigrato in America ( a Niu Iorc).
Vi consiglio proprio di leggerlo! Vi tirerà su il morale e vi farà compagnia soprattutto nei momenti in cui sentirete la mancanza della vostra terra o semplicemente delle vostre abitudini.

LeziaCarissimaSorella

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Femina Panormitana

Posted by lezia su 5 maggio 2007

femina.jpg“Femina Panormitana”, ovvero “l’arte del matriarcato occulto”, è l’ultimo libro della saga antropologica che l’autore dedica alla popolazione palermitana, il giornalista Daniele Billitteri.
Così come preannunciato nel prologo: “Sarà bene dirlo subito: la Femina Panormitana della quale (…) si racconta, è quella vista con gli occhi di un Homo Panormitanus”, lo scrittore non ha nessuna pretesa di aver capito tutto delle donne, ma le osserva e le racconta, a volte da vero “masculo” siciliano, altre da compagno sensibile col quale l’animo femminile sembra poter condividere tutto, spesso da ammiratore… o così pare, delle molteplici figure di donna tanto diverse nell’esprimere la loro natura.
E così riemergono dal passato veri e propri personaggi appartenenti alla memoria storica, ma non per questo privi di contemporaneità, come “Sabella” o la “Tremmotori”, prostitute entrate nel mito delle notti cittadine, o i tredici profili di “Fimmine”, nei quali delinea le tante sfaccettature della palermitana “doc”, che poi è al contempo tutte le donne del mondo.
Di una cosa il nostro concittadino è comunque certo: la vera detentrice del potere, in barba a chi sostiene con presunzione di esser stato sempre l’unico a portare i pantaloni in casa, è lei, la coraggiosa madre-moglie-amante-figlia, forse fragile ma una vera “capitana”, perché – questa la frase storica del libro – se è vero che  “lui comanda, lei decide”.
(fonte)

Un consiglio: leggetelo, io ho le lacrime agli occhi dal troppo ridere!

LeziaFemina

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Voglio visitare la fabbrica di Willy Wonka!

Posted by lezia su 12 marzo 2007

fabbrica-di-cioccolato.jpgQualche mese fa grazie al mio Amole, ho conosciuto la storia della Fabbrica di cioccolato…
No, non la conoscevo affatto, purtroppo non sono un’amante della tv e da piccola non guardavo tantissimi cartoni…preferivo starmene in giro per il quartiere a giocare con i miei amici…
E vedi qual’è il risultato adesso? Che a 23 anni mi ritrovo a vedere cartoni, a leggere fiabe perchè sento che qualcosa mi manca…
Ma a cosa serve conoscere la storia della fabbrica di cioccolato?
Beh, innanzitutto a metter in moto l’immaginazione, a farti venir l’acquolina in bocca e a far vedere alla gente che conosci…e quindi a non far brutte figure!
L’altro giorno parlavo di cioccolato con dei bambini e con la loro rispettiva mamma, e mi é venuta in mente questa storia: ho iniziato a raccontare un pò la faccenda e non immaginate come stavano ad ascoltarmi!Erano tutti a bocca aperta!
La signora non la ricordava bene come me (beh, io la conosco da qualche mese, ho la mente ancora fresca 🙂 ), e ha cercato nella sua libreria il libro che subito ho iniziato a leggere a bimbi…
Può sembrare una cosa scema, ma io ero emozionata all’idea di aver tra le mani quel libro, di poter gustar per bene quella storia!
Non sono riuscita a leggerlo tutto quel pomeriggio, ovviamente arrivata a pagina 20 i bambini si erano già stancati, ma l’ho portato a casetta e me lo stò divorando!
Per chi, come me non conoscesse la storia, o magari non la ricorda bene, eccovi qui la
trama:

L’eccentrico Willy Wonka è il proprietario della più grande fabbrica di cioccolato del mondo. Da anni, però, nessuno lo ha più visto, e non si sa come e da chi vengano prodotti i suoi dolci; quindici anni prima, infatti, Wonka aveva licenziato tutti i suoi operai per prevenire furti di ricette da parte di spie, ed aveva chiuso la fabbrica per molti anni.
Un giorno, inaspettatamente, Willy Wonka bandisce un concorso grazie al quale cinque fortunati bambini di tutto il mondo potranno entrare per un giorno nella sua fabbrica: per poter entrare bisogna trovare uno dei cinque biglietti d’oro nascosti in altrettante confezioni di cioccolato Wonka. Dei cinque bambini, uno avrà la fortuna di ricevere un premio speciale.
Charlie Bucket ha una famiglia povera; vive con i genitori ed i quattro nonni in una misera casa proprio ai piedi dell’imponente fabbrica Wonka e riceve una sola tavoletta di cioccolato all’anno, per il suo compleanno. Inaspettatamente, Charlie è il quinto fortunato vincitore del concorso indetto da Willy Wonka, e può accedere alla misteriosa fabbrica con il nonno Joe, ex-operaio di Wonka. Con lui ci sono altri quattro bambini: Augustus Gloop, golosissimo di cioccolato, Violetta Beauregarde, campionessa mondiale di gomma da masticare, Veruca Salt, figlia di un ricchissimo industriale e iperviziata, e Mike Teavee, campione di videogiochi.
Il tour della fabbrica, guidato dal suo eccentrico proprietario, si rivela una continua fonte di sorprese, prima tra tutte gli Oompa Loompa, gli strani operai di Wonka.
Intenzione di Willy Wonka è trovare il bambino al quale lascerà in eredità la sua azienda. Ogni aspetto del carattere dei cinque protagonisti li condurrà a esiti diversi. Augustus Gloop, per la sua ingordigia, verrà risucchiato dal sistema di deflusso del cioccolato; Violetta Beauregarde per la sua voglia di primeggiare, assaggerà una gomma da masticare che la trasformerà in un’ enorme mirtillo; Veruca Salt, viziata e insoddisfabile, verrà gettata nella campana dei rifiuti da un gruppo di scoiattoli addetti al controllo delle noccioline; Mike Teavee, supponente e presuntuoso, utilizzerà un sistema di teletrasporto che lo ridurrà a minima grandezza. Charlie Bucket è l’unico bambino rimasto, e avrà in eredità la fabbrica di cioccolato. Per poterla ottenere dovrà però abbandonare la famiglia e trasferirsi con Willy Wonka. Rifiuta per l’amore incondizionato che prova per i suoi genitori ed i nonni. Willy, riflettendo su questa scelta, si riavvicinerà al padre dentista che lo aveva abbandonato negli anni dell’ adolescenza, e ricostruirà la casa dei Bucket all’interno della fabbrica, per potere permettere a Charlie di vivere con i suoi familiari e con Willy medesimo.

Ovviamente il cinema si é dato da fare e l’ultimo film che é uscito col titolo “Charlie e la fabbrica di cioccolato” ha come protagonista Johnny Deep…ed io l’ ho giò visto.
Eccovi un
sito carino dedicato a questo film e dove potete divertirvi con dei giochini.

Emmm..anch’io voglio visitare la fabbrica di Willy Wonka!!!

LeziaWonka

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L’ Alba

Posted by lezia su 6 febbraio 2007

                                alba.jpg

Non avrei mai pensato eppure é così: da ieri mi diletto a giocare con e come una bambina e a raccontare fiabe   🙂

Un vento leggero si alzo’ dal mare; disse alla nebbia: “Fammi passare!”.
Scosse le vele delle barche nel porto: “Salpate, marinai, che il giorno e’ sorto!”
E corse via per le pianure intorno: “Svegliatevi, svegliatevi, ch’e’ giorno!”
Squasso’ le chiome a tutta la foresta “Spiega le tue bandiere, ora che sei desta”.
Lieve tocco’ le ali ripiegate agli uccellini: “E’ l’alba, su, cantate!”
Nell’aia al gallo scompiglio’ le penne: “Suona la sveglia” disse e ai campi venne.
Tutte piego’ le spighe ad un inchino: “Salve” dicendo “Ecco il mattino!”.
Nel campanile entro’ prepotente: “Scuotiti bronzo a ridestar la gente!”.

LeziAlba

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Fiabe a Palermo

Posted by devilmanga su 27 gennaio 2007

Questa è una storia successa molti e molti anni fa nella città di Palermo.

C’era una volta un Viceré che non riusciva a dormire per il gracidar di rane e rospi.

Il Viceré diede allora ordine di uccidere tutte le mosche così che i rumorosi anfibi non avessero da mangiare…

CONTINUA QUI (il cartone animato della fiaba!)

MarkFiaba

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L’albero di Anne Frank

Posted by lezia su 15 novembre 2006

anne-frank.jpgE’ stato uno dei primi libri interessanti e toccanti da me letti.
Un diario che dona coraggio, bontà, libertà, felicità, umanità e altruismo…ecco i valori in cui credeva Anne, una ragazzina che come tanti altri ebrei fu costretta a nascondersi dai nazisti, durante la seconda guerra mondiale. La sua famiglia venne però scoperta e trasportata nei campi di concentramento dove venne uccisa interamente. Anne morì per tifo ad Auschwitz insieme a Margot, sua sorella.
L’unico a rimanere in vita fu il padre che, grazie all’ aiuto di alcuni amici che avevano aiutato la famiglia a nascondersi, riuscì a rimettere insieme tutti gli appunti di vita di Anne e nel 1947 riuscì a pubblicare “Il diario di Anne Frank”.
L’11 aprile 1944 Anne Frank scrisse nel suo diario a proposito del coraggio:“Non resterò una donna insignificante e lavorerò nel mondo e per gli uomini. E ora so che per prima cosa occorrono coraggio e giocondità.”
Una frase di speranza, d’amore per la vita.
Oggi il giornale Repubblica riporta la notizia dell’abbattimento dell’ ippocastagno di Anne perché malato. Riporto l’articolo per intero:
“L’enorme ippocastato amorevolmente descritto dalla piccola ebrea Anna Frank nel diario, che tenne nel suo nascondiglio ad Amsterdam durante l’occupazione nazista, sarà abbattutto perchè irrimediabilmente malato. ‘ L’albero, vecchio di oltre 150 anni, è malato da molto tempo. E’ cresciuto nel giardino di una casa sul canale Keizersgracht, su cui si affaccia l’alloggio segreto- oggi trasformato in museo- in cui si nascose la famiglia Frank. Il castagno, tuttavia, potrà continuare a vivere on-line. Il sito della Fondazione(www.annefranktree.com ) consente infatti ai visitatori di posare una foglia con il proprio nome, la propria età e la propria città di residenza su un castagno virtuale. Realizzato nel febbraio scorso, il sito è stato pensato soprattutto come un modo di tenere in vita gli ideali di Anna Frank e di far dialogare tra loro gli allievi delle scuole di tutto il mondo intitolate al suo nome, ormai oltre 200″.

LeziaTree

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Il volto cancellato

Posted by lezia su 11 novembre 2006

Ho visto l’intervista qualche giorno fa nel programma “il senso della vita” di Bonolis e ho voluto approfondire l’argomeno.
Questa é la storia di Fakhra Younas: sfigurata con l’acido dal marito geloso.
Fakhra e’ una delle tante donne che ogni anno, in paesi come il Pakistan, il Bangladesh, Nepal e India a causa di una rottura di un fidanzamento, di un presunto tradimento o semplicemente per una dimostrazione di dominio vengono letteralmente – acidificate -, vittime dell’ignoranza e della prepotenza maschile che in quei paesi diventa legge. Quella di Fakhra è dunque una storia, per quanto estrema e tragica, drammaticamente diffusa.
Questa e’ la foto di Fakhra come era prima.
                                                      fakhra-prima.jpg
 Fakra era una ballerina famosa, sposata con il rampollo, violento e geloso, di una famiglia pakistana potentissima. Suo marito una sera rientra ubriaco in casa; E’ accecato dalla gelosia e dai fumi dell’alcool e per punirla di presunti tradimenti la immobilizza con l’aiuto di amici, le tira indietro la testa per i capelli e le versa addosso dell’acido. Sul volto. Sul corpo.
Intervista a Frkhra:
“Avevi gia visto donne bruciate con l’acido? Oltre al dolore allucinante, che cosa hai sentito in quel momento, ti immaginavi cosa sarebbe successo?”
Fakhra Younas: “ Si ne avevo viste. Nel nostro paese purtroppo queste cose capitano spesso. Gli uomini fanno quello che vogliono. In quel momento non pensavo alle conseguenze sul mio corpo, ero con mio figlio e pensavo solo a lui; che non gli succedesse niente, che lo lasciassero stare. Il dolore non si sente perche’ quasi subito l’acido penetra nella pelle e brucia tutte le terminazioni nervose. Brucia per ore, non si può lavare via”.
E’ questa una delle tante donne che ha subito violenze.
Questa testimonianza, raccolta in un libro “il volto cancellato” é la molla di riscatto per le altre donne che subiscono o hanno subito violenze, di qualsiasi tipo.
Non si é mai soli.

Lezia

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Risparmiate la carta, non comprate Velvet di Repubblica

Posted by devilmanga su 11 novembre 2006

Anche se il nome Velvet richiama al morbido tessuto, la rivista è pesante come un mattone (fisicamente parlando) e frivola peggio che della stessa aria fritta (culturalmente parlando).

Ho tenuto tra le mani la rivista e posso dire di non aver mai sfogliato tanta pubblicità nella mia vita.
578 pagine di pura pubblicità, ogni tanto qualche articolo di una inconsistenza assurda e poi ancora pubblicità.
Pubblicità neanche in un formato A4, ma in uno che è almeno il doppio.
Mai mi era capitato di saltare 8 pagine di fila perchè interamente pubblicitarie, con Velvet mi è accaduto.
Io adoro le produzioni di Repubblica, ma la decadenza che ha toccato Velvet non riesco a spiegarmela.
A parte il fatto che si paga un euro, quando con la massiccia quantità di pubblicità presente, dovremmo ricevere quanto meno un indennizzo da parte di repubblica per i neuroni compromessi.

Lo so, mi sono soffermato molto sulla pubblicità e non sul contenuto degli articoli.
Ma non sono in grado di affrontare un simile argomento, ho troppo rispetto per i miei neuroni per fargli rielaborare simili contenuti.
Unico rimpianto: non avere un gatto e non potere usare 578 pagine in formato gigante come lettiera.

UPDATE: Se andate alla presentazione ufficiale sul sito di repubblica, noterete che NESSUNA modella che tiene in mano il numero di Velvet lo ha aperto, tutte guardano la copertina, chi il fronte, chi il retro. E forse è vero la copertina è la parte più interessante di tutta la rivista.

MarkVellutato

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