Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

I libri sul comodino

Posted by lezia su 14 luglio 2008

Lo ammetto: li ho fregati al mio amole!
Sono i tre libri che si trovano in questo momento sul comodino della mia stanza e che mi fanno compagnia prima di andare nel mondo di sogni…

 
“Palermo é una cipolla”
di Alajmo Roberto, un libro leggero che racconta della “Città” da leggere in una boccata d’aria, un modo divertente di raccontare la nostra “Città”…e di questo libro mi manca solo qualche pagina…
“I delitti di via Medina-Sidonia” di Santo Piazzese, libro che avevo già iniziato qualche mese ma un pò per legnusia non ho concluso e che adesso mi ha nuovamente incuriosito,di seguito vi scrivo la trama…
“I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, queli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o – piu’ realisticamente – come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine dei meccanismi elementari della psiche. Da noi, pero’ c’e’ la mafia che oscura tutto, e non concede ad un detective brillante alcuna possibilita’ di uscire dalla routine”. Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, e’ di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicata annosa di gelosie e incofessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l’indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, cosi’ simile – per chi conosce Palermo – a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliano-dei di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed e’ questo suo senso metastorico di superiorita’ che gli permette di condurre l’indagine con la facilita’, e la felicita’, di chi insegue un ritmo. Un blues palermitano.
L’altro libro che apetta di esser divorato é “L’odore della notte” di Adrea Camilleri, sinceramente sarà il mio primo libro di Camilleri, ma dopo aver visto Il commissario Montalbano, credo che pian piano li leggerò tutti…
“Non la prende bene il commissario Salvo Montalbano quando scopre che un uomo, sulla cui scomparsa sta indagando, ha fatto buttare giù l’olivo saraceno da lui tanto amato. Tanto più che la ragione dello scempio è che al posto dell’ulivo è stata edificata un’orripilante villetta. Una di quelle oscene case da vacanze, come ce ne sono tante (troppe) in Sicilia, con tanto di capitelli in stile finto-corinzio e statua di Biancaneve con relativi nani a presidio del giardino. No, non la prende affatto bene, anzi la prende veramente male. Tanto male da infierire con identica furia sull’orribile casa e sugli orribili nanetti.
E andate a dargli torto se vi riesce.
No, non è un buon periodo per il commissario. I litigi, sempre più frequenti con la fidanzata Livia, quelli con i colleghi e quelli con i superiori, soprattutto con il suo “signori e Quistori”, e poi le ossa che scricchiolano un po’ di più ogni giorno che passa e, cosa peggiore di ogni altra, la digestione che non è più facile come una volta. E poi ci si mette anche il suo vice, Mimì Augello, con la sua frenesia matrimoniale, diciamolo pure un po’ incomprensibile, persino fastidiosa. La verità è che forse sta invecchiando il commissario Montalbano. Forse la roccia che era si è un poco sgretolata. Non è più un “picciottreddo”, certe cose non può più permettersele e questo non gli va giù.
È un commissario un po’ in là con gli anni, costretto a fare i conti con i primi acciacchi, questo che ritroviamo ne L’odore della notte, ultimo romanzo di Andrea Camilleri appena uscito in libreria per l’editore Sellerio e sesto romanzo con il commissario Montalbano protagonista. E insieme a lui ritroviamo i personaggi di sempre e a cui abbiamo finito per affezionarci: il vice-commissario Mimì Augello; il brigadiere Fazio, “uno sbirro vero quello”; l’ineffabile centralinista Catrella; Livia, la fidanzata destinata, crediamo, a rimanere tale a vita.
Stavolta ad impegnare il commissario Montalbano è la duplice scomparsa di un finanziere truffatore e del suo impiegato e amante, spariti all’improvviso portandosi via i soldi di mezza Vigàta. Una truffa assai ben organizzata, ma con troppi lati oscuri, con troppe cose che non “quatrano”. Forse la risposta alle domande insolute in cui il commissario continua ad imbattersi è un’altra, e va cercata nei racconti e nei ricordi di chi conosceva e frequentava il finanziere e di chi lo incontrava per strada. E infatti la soluzione del mistero è un’altra, più orribile e più dolorosa, sepolta nelle pieghe strazianti della solitudine e della follia come in fondo al mare sotto il precipizio di una scogliera.E a fornire la giusta pista a Montalbano sarà un uomo che dopo avere visto i dischi volanti e un mostro a tre teste, ha visto anche qualcosa che con la scomparsa dei due finanzieri ha a che fare. Un uomo che tutti in paese credono matto, ma anche l’unico capace di sentire “l’odore della notte”.

Non c’è estate più bella se spensierata e con in mano un buon libro da leggere…

LeziaRead

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2 Risposte to “I libri sul comodino”

  1. devilmanga said

    quando vuoi la mia enciclopedia di Montalbano è nelle tue mani!

  2. Domenico said

    sul mio comodino c’è Maruzza Musumeci, nuova creatura del grande maestro Camilleri. Buona lettura, finirai per divorarli.

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