Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Archive for the ‘In cucina! (tu!)’ Category

Il gelato che bontà!

Posted by lezia su 8 agosto 2007

gelato.jpgIl gelato…santo chi l’ha inventato!
Io l’adoro e in particolare della nocciola esco pazza!
Ma quante calorie ha? 

Calorie per 100 gr gelato in base al gusto:
Fiordilatte ha 200 calorie ( pari a 30 gr di pasta condita o a 200 gr di carne);
Cioccolato ha 207 calorie;
Crema ha 204 calorie;
Limone ha 124 calorie;
Fragola ha 108 calorie.
Ci sono poi gelati con un apporto calorico ancora inferiore: il gelato di soia, preparato con estratti di soia e di altri ingredienti di origine vegetale e ideale per chi ha problemi di peso o di colesterolo, e quello di riso, adatto per i celiaci e per gli intolleranti al glutine.
Chi lo dice che chi è a dieta non può quindi mangiarlo?
Io lo mangio!
Grazie ad un test che mensilmente faccio dal dietologo ho scoperto di essere intollerante al glutine e al lattosio, per fortuna in maniera lieve ed è per questo che mangio tutto a base di riso e mais…ma ormai mi sono abituata, non mi pesa più.
Mangio quindi anche il gelato di soia e potrei mangiare anche quello di riso ovviamente ma non ho ancora avuto occasione di comprarlo.
E vi assicuro che il gusto non è per niente male, é buonissimo anche perchè lo mangio con amore, essendo l’unica cosa dolce della dieta!

LeziaSoia

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Torta di mele, di grassi e di zuccheri.. con poco burro e tanto amore

Posted by devilmanga su 27 giugno 2007

Oggi col mio amolino ci siamo finti pasticceri (si può scrivere con o senza la “I”, prima che iniziate a correggermi).
Pasticceri perchè proprio come loro cuciniamo e non mangiamo.
E dal mischiare insieme uova, burro, farina, zucchero, mele, lievito per dolci e una cinquantina di baci, infornati per 40 minuti a 180 gradi, abbiamo fatto una strabiliosa torta di mele!

Mi spiace che non possiate sentire l’odore (a me e lety ormai rimane solo quello da sentire)

Qui in una stupenda panoramica dall’alto!!!

Che dire.. il mio amole sa pure cucinare, è troppo perfetta.. se non fossi assolutamente perfetto sotto ogni aspetto anch’io temerei che me la rubino!

MarkTortaDiMele

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Mi manca…

Posted by lezia su 21 giugno 2007

La cosa che più mi manca da quando sono a dieta:

Un cappuccino fatto così

Resisterò ancora…devo…

LeziaWant

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San Giuseppe

Posted by lezia su 19 marzo 2007

san-giuseppe.jpgSanto del giorno: San Giuseppe

Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore dei poveri e dei derelitti.
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto. Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l’ospitalità e l’amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l’allestimento di un banchetto speciale.
Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usa invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe.
In questa occasione, un sacerdote benedice la tavola, ed i poveri sono serviti dal padrone di casa.
San Giuseppe, in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa ( mio papà infatti é molto devoto a questo Santo).
La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po’ in tutte le regioni d’Italia: i falò (in Sicilia é chiamanta “La vampa) e le zeppole.
Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle.
                                                                              
Il dolce tipico siciliano, in occasione di questa festa é la SFINCE DI SAN GIUSEPPE (che é tra l’altro il mio dolce preferito…). Eccovi la ricetta:

Ingredienti
1 chilo di farina “00”
50 grammi di burro o gradina 
mezzo bicchiere di lattesfince_di_san_giuseppe.jpg
250 grammi di patate
1 cubetto di lievito di birra
un pò di cimino
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un’arancia
un pò di liquore al mandarino
acqua tiepida

Preparazione
Bollire le patate e passarle a setaccio. Mettere in una ciotola capiente la farina, le patate, il burro sciolto, il cimino,il sale, il liquore e infine il latte tiepido dove si fa sciogliere il lievito. Impastare tutti gli ingredienti e aggiungere acqua fino a quando avremo un impasto morbidissimo. Lasciare lievitare coprendo la ciotola con qualche coperta per una mezz’oretta. Intanto mettere sul fuoco l’olio per friggere gli sfinci. Quando l’impasto risulta abbastanza lievitato, con l’aiuto di due cucchiaini, formare delle piccole frittelle e gettarle nell’olio bollente. Fare d’orare e uscirle fuori mettendole su carta assorbente. Cospargere di zucchero e cannella e servire.

LeziaSfincia

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Fonduta golosa

Posted by lezia su 16 febbraio 2007

fondutanovi.gifEcco come preparare una fonduta di cioccolato golosa:

Sciogliere una tavoletta di cioccolato fondente. Unire 3 o 4 cucchiai di panna liquida o latte, a seconda della consistenza desiderata.
Frutta consigliata: fragole, pere, mele, banane, uva, lamponi…(diciamo futta di stagione).

Ecco cosa mi ha regalato il mio amole per San Valentino: la fondutiera che permette di sciogliere e mantenere caldo e liquido il cioccolato per essere gustato insieme alla frutta! Che idea geniale, molto dolce   🙂

LeziaFondue

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Caramelle alla carruba

Posted by devilmanga su 9 febbraio 2007

1598 Kcal/100 gr, una droga.
Altro che cibo per cavalli.
Altro che cibo per contadini moribondi per la fame.
Qui la loro ricetta.

Che Dio mi perdoni.

Markarruba

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Mangiando insalate

Posted by lezia su 19 gennaio 2007

Ormai da un pò di tempo, io e il  mio amole, ci sbizzarriamo nella preparazione di insalate!
La nostra sta diventando una vera passione, oltre ad essere leggere infatti sono squisite!
Tra le tante che abbiamo preparato ( confesso che é il mio amole che é più inventivo a tal proprosito), c’é L’INSALATA DI RISO  che spesso ci ha accompagnati durante le nostre scampagnate; per poi passare all’insalata di mare, una delle nostre preferite…

                                                                      insalata-di-riso.jpg

Nella nostra quotidianità adoriamo mangiare insalata di mozzarella, pomodoro, mais e lattuga, ma anche la fagiolina e le patate ci accompagnano durante i nostri pranzetti e cenette…
Tra le ultime insalate che abbiam mangiato insieme e che ha preparato il mio amole non si possono dimenticare L’INSALATA DI PASTA e L’INSALATA DI POLLO (invito il mio amole a scrivere la ricetta), molto originali nel contenuto e davvero molto buone.

                                                                            insalata-di-pollo.jpg

Le zucchine, le carote e tutto il mondo degli ortaggi é al nostro servizio e sotto le nostre mani, staimo davvero diventando degli ottimi cuochi, mangiar sani é ormai il nostro motto!

LeziaInsalatiera

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I buccellati

Posted by lezia su 18 dicembre 2006

buccellato.jpg

E pian piano si avvicinano le feste natalizie, e pian piano la pancia ricomincia ad ingrassare.
A parte i grandi cenoni e le super abbuffate durante gli svariati pranzi festivi, i dolci come panettoni, di cui al ianduja, al limoncello, al manderino e vari tipi di pandori, qui in Sicilia sapete che tipi di dolci si preparano?
Vengono chiamati “Buccellati” e il loro odore, specialmente appena cucinati vi stupirà.
Dopo aver passato una notte in bianco, mi ci voleva proprio svegliarmi con questo buon odore.
Ecco qui la ricetta e le modalità di come prepararli.
La preparazione é diversa da paese in paese.
Ecco infatti come li prepara la mia mamma:

Ingredienti per la “marmellata”

1 kg di mandorle sbucciate e tritate,
1 litro di acqua
un pò di cannella
800 gr di zucchero
1 buccia di arancia

Cucinare a fuoco basso per circa 20 minuti.
Fate raffreddare e aggiungete dei pezzetti di cioccolato fondente.

Preparzione della pasta:

2 kg di farina 00,
600 gr di strutto,
2 bustine di lievito bertolini,
4 buste di vaniglia,
500 gr di zucchero
30 gr di “ammoniaca”

Impastare aggiungendo man mano del latte, quanto basta per armonizzare il tutto. Preparate adesso i biscotti ripieni della “marmellata”  in svariate forme, io preferisco quella a forma di stella.Stamattina la prima scorta di buccellati l’ho già fatta, approfittando anche del fatto che il mal di pancia é diminuito.

Personalmente da qualche anno non amo più molto i periodi di festa, semplicemente perchè non riesco a festeggiarli come fa la maggior parte della gente perchè lavoro.
Bisogna quindi che mi organizzi di conseguenza.
Auguro già da adesso, a tutti voi e anche a noi ovviamente, di passare dei giorni veramente felici, vicino alle persone che volete bene.

LeziaDolcetto
 

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13 dicembre, Santa Lucia

Posted by lezia su 13 dicembre 2006

SANTA LUCIA, IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA?

La tradizione popolare, in tempi passati, usava spesso associare i giorni dell’anno a fenomeni meteorologici o astronomici. Chi non ricorda, ad esempio, detti popolari come “San Benedetto, la rondine sotto il tetto” (21 marzo), “Estate di San Martino” (11 novembre), o “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” (13 dicembre), solo per citare i più noti? Sono tutti veri? Corrispondono, cioè, tutti esattamente ai fenomeni astronomici e climatici ai quali fanno riferimento?
In realtà ciò non avviene quasi mai: la cosa dipende principalmente dal fatto che i detti popolari in genere sono molto antichi mentre il calendario, nel corso del tempo, ha subito slittamenti e modifiche tali da produrre profondi sfasamenti tra i fenomeni naturali e i giorni dell’anno a cui tali fenomeni erano stati collegati.  
E’ possibile dare una diversa spiegazione della mancata corrispondenza fra l’affermazione contenuta nel detto popolare e l’autorità della scienza astronomica ma prima di esporla è opportuno conoscere chi fosse la Lucia a cui fa riferimento il detto popolare, e capire per quale motivo ad essa è legata la festa della luce e per quale ragione i fedeli la considerino protettrice della vista.

LA STORIA DI SANTA LUCIA:

  santa-lucia.jpgLucia, una ragazza di nobile e ricca famiglia siracusana, all’epoca delle persecuzioni di Diocleziano (304 d.C.) era stata promessa in sposa ad un pagano, che ella rifiutò per mantenere fede ad un voto fatto a S. Agata. Il voto, per la guarigione della madre, consisteva nella promessa di rimanere vergine e di distribuire tutti i suoi beni ai poveri. Sennonché il fidanzato respinto l’accusò di essere cristiana e la denunciò al prefetto Pascasio, il quale avrebbe anche tentato di abusare di lei. Si racconta che la donna, per sottrarsi al suo pretendente, si sia strappata gli occhi e glieli abbia gettati ai piedi, ma questo episodio, quasi sicuramente, è una leggenda, mentre è certo che Lucia venne uccisa dopo essere stata sottoposta ad atroci tormenti.
Il suo culto, dapprima localizzato in Sicilia, si diffuse successivamente nel resto d’Italia e in Europa ed oggi è molto vivo soprattutto nei paesi del nord dove, per la tradizione popolare, Santa Lucia (il cui nome, forse non a caso, deriva dal latino “lux” che significa “luce”) è festeggiata come portatrice della luce che annuncia la fine delle tenebre invernali.
Per quanto riguarda la festività è certo che il suo nome fu inserito nel calendario, alla data del 13 dicembre (che sembra coincidere con quella del suo martirio), nel V o VI secolo. Evidentemente il riferimento astronomico, come abbiamo visto, venne associato a quel nome (e a quel giorno) solo in epoca successiva.

I FESTEGGIAMENTI DI SANTA LUCIA A SIRACUSA, SUA CITTA’ NATALE:

 A Siracusa, città natale di Lucia, vi sono diverse celebrazioni. Il 13 dicembre, si ha la festa e la processione dal Duomo di Siracusa alla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro. I fedeli devoti partecipano alla processione a piedi scalzi. La processione è chiusa dal corteo dei Cavalieri che in abiti settecenteschi fanno da cornice alla Carrozza del Senato, splendido esempio dell’arte barocca siracusana. Il simulacro rimane esposto ai fedeli per otto giorni, al termine dei quali viene rifatta una processione che riporta il simulacro al Duomo.
In alcuni luoghi d’Italia, nel giorno della festa, si usa distribuire, pane ai poveri, o cuocere piccoli pani rotondi, denominati “occhi di S. Lucia”.
Nel Nord durante la notte tra il 12 e 13 dicembre, la Santa si incarichi di distribuire doni ai fanciulli.

Ma ecco alcuni piatti tipici da mangiare in questo giorno.
In Sicilia la tradizione ricorda il miracolo di Santa Lucia del 1646 che fece arrivare una nave carica di frumento dopo una lunga carestia che aveva affamato l’isola: il popolo si rifocillò mangiando grano bollito tanto buono che ancora oggi ne fa memoria ogni anno con i cuccìa.

cuccia-con-ricotta.jpg
Ecco come prepararla:
-frumento tenero: 500 grammi
-ricotta fresca: 50 grammi
-zucchero: 300 grammi
-cioccolato fondente: 100 grammi
-vaniglia: mezza bustina
-sale: q.b.
Mettere a bagno il frumento tre giorni in una pentola, meglio se di coccio,  (ricordare di cambiare frequentemente l’acqua). La sera prima della preparazione colare il frumento e metterlo in abbondante acqua leggermente salata e cuocere a fuoco lentissimo per 6/8 ore; lasciare riposare nello stesso tegame coperto, per l’intera nottata; il giorno della preparazione, scolare accuratamente e mettere in una zuppiera, lavorare a parte con una forchetta la ricotta e il cioccolato a pezzetti e versare la crema nella zuppiera per poi mescolarla al grano.

arancine.jpgUn’altra bontà che si mangia é l’arancina, precedentemente vi avevo parlato anche della sua preparazione.

Diciamo che oggi mi son mantenuta leggera per mangiar domani queste squisite bontà!

LeziaPerSantaLuciaSiMangiaLaCuccia

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Voglia di…dolci!

Posted by lezia su 26 ottobre 2006

cannoli.jpgSarà pure che oggi a lavoro ho sciupato troppe calorie, sarà che é da un pò che non ne mangio…ma mi é venuta una voglia matta di cannoli siciliani (ovviamente).
Ecco qui la ricetta e prometto che nel mio prossimo giorno libero, mi divertirò a farli  🙂
Ingredienti:
-gr. 300 farina bianca;
-gr. 30 burro;
-gr. 30 zucchero semolato;
-gr. 30 pistacchi;
-gr. 400 ricotta;
-gr. 200 zucchero al velo;
-gr. 100 arancio, cedro, zucca di candita;
-gr. 50 cioccolato fondente;
-1 uovo;
-marsala secco del buon vino secco;
-strutto per olio per friggere;
-cannella in polvere;
-sale

Procedimento:
Mescolate la farina con il tuorlo d’uovo, lo zucchero, il burro sciolto, un pizzico del sale del vino oppure del marsala secchi, necessario per un impasto morbido e liscio.Coprite impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per due ore in un contenitore. Passate la ricotta al setaccio; con un mescolo di legno lavoratela unendo lo zucchero a velo fino a renderla cremosa; unite poi la frutta candita affettata in piccoli pezzi, il pistacchio tritato piuttosto grosso, il cioccolato fondente fatto a pezzetti e rimescolate il tutto. Riprendete la pasta, spianatela sottile con un matterello e tagliatela in quadrati di 10- 12 cm. Spennellate questi quadrati con albume d’uovo sbattuto ed avvolgeteli su pezzi di canna tagliati a misura ed accuratamente  sterilizzati ( oppure su equivalenti stampi metallici). In una padella mettete dell’olio con l’aggiunta di qualche pezzetto di strutto e friggeteli ben larghi. Appena dorati e croccanti metteteli a colare, lasciateli raffreddare, alzateli dai tubicini e riempiteli con la ricotta. spargeteli di zucchero vanigliato e di cannella in polvere e serviteli.

Beh, io vi scritto anche come fare “le scorze” ma garantisco che anche quelli che trovate al supermercato non sono male, a voi tocca solo riempirli di ricotta e mangiarli!

LeziaDolce
 

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Crema pasticcera di kaki

Posted by lezia su 20 ottobre 2006

Siamo in autunno e il frutto di stagione é il kaki per eccellenza.
Un frutto  che adoro ( ne mangio miliardi al giorno) e che coltiviamo nel mio paese da sempre ( ma questo lo sapevamo già).
Oggi voglio proporvi una ricetta: la crema pasticcera di kaki utilizzata per dolci di ottima qualità e vi garantisco la loro bontà!

LeziaKaki

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Cachi? si, ogni mattina.

Posted by devilmanga su 9 ottobre 2006

“Perche’ la terra dei cachi e’ la terra dei cachi” (La terra dei cachi – Elio e le storie tese)

Con l’inizio del mese di ottobre, inizia la raccolta di questo strano frutto.
E con ottobre c’è a misilmeri la sagra del cachi o kaki o loto a breve.
Nell’attesa mi mangio i cachi o kaki o loto del giardino del mio amolino.
Un frutto con ben tre nomi, sarà per la sua botta di calorie (anche questo luogo comune è falso, sono solo 65 le calorie, un mandarino ad esempio ne ha 72).

Mark a kakì

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La pizza

Posted by lezia su 6 ottobre 2006

pizza-hut-pizza.jpgStasera una serata tranquilla in compagnia di un’ ottima amica e di un’ ottima pizza…ma sapete la ricetta per fare una buona pizza qual’é?
Eccola qua!
1 l. di acqua
– 2 kg di farina
– 20 g di lievito fresco (7 di quello secco)
– 50 g di sale marino

Un impasto ottenuto secondo la ricetta produrrebbe kg 3,070 di pasta pronta, sufficiente per preparare 4 teglie adatte ad un forno da casa.

L’ impastazione

Per eseguire l’impasto, munirsi di due contenitori sufficientemente capienti nei quali disporrete in ogni uno la metà della farina. Dividete l’acqua in due recipienti dove scioglierete in uno il sale e nell’altro il
lievito; versate la soluzione salina in un contenitore di farina e la soluzione di lieviti nell’altro contenitore. Mescolate separatamente fino a quando non sono diventati due composti consistenti, quindi unite i due
impasti e terminate l’ impastazione solo quando la pasta risulterà essere liscia, vellutata e giustamente umida.Se disporrete di una macchina impastatrice procedete, sempre iniziando dalla farina, quindi inserite l’acqua dove avrete sciolto il lievito,avendo l’accortezza di lasciarne 2 dl per sciogliere il sale che
aggiungerete quando l’impasto avrà raggiunto una certa consistenza.A questo punto si può procedere al taglio della pasta per formare dei panetti della grammatura voluta secondo lo spessore della pizza che si vuol avere dopo la cottura.
Prima di procedere alla lievitazione si può mettere la pasta in frigo a 2-6ƒC per procedere alla maturazione della pasta che, secondo la temperatura impostata, risulta essere rispettivamente dalle 24 alle 6-8 ore.

La Lievitazione

Consiste nel far riposare la pasta (al centro della teglia dove successivamente  verrà cotta) per circa 3 ore a temperatura costante (23ƒC),operazione questa che permette ai lieviti di produrre gas che fanno rigonfiare l’impasto.

Il panetto lievitato dovrà quindi essere disteso nella teglia con la pressione delle dita fino ad ottenere uno strato omogeneo che arrivi ai lati del recipiente,naturalmente lo stesso prima di deporre la pasta dovrà essere oliato leggermente.
A questo punto sulla pasta va spalmato il pomodoro, se la pizza dovrà essere rossa, oppure l’olio se bianca e lasciata riposare per almeno 1 ora prima di procedere alla cottura.
Se la pasta è stata in frigo per la maturazione, per una corretta lievitazione, dopo averla tolta dal frigo trattare la pasta come se fosse appena impastata, quindi far effettuare la lievitazione rispettando gli
stessi tempi.

La cottura

E’ l’ultima operazione ma è la più importante in quanto consente, se correttamente eseguita, di esaltare tutta la qualità del prodotto.
In un forno casalingo la temperatura di cottura sarà mediamente di 250ƒC per un tempo che varia tra i 12-15 minuti. Quindi esso va preventivamente messo al massimo e fatto arrivare a temperatura prima di procedere alla cottura della pizza.
Per tali motivi la cottura deve avvenire in due tempi diversi:
* Cuocere per circa 8-10 minuti solo la pasta con sopra il pomodoro, se rossa, oppure solo spalmata di olio.
* Ritirare la teglia dal forno, effettuare la farcitura secondo la ricetta che si vuole ottenere, quindi rimettere la teglia nel forno per ultimare la
cottura della pasta e degli ingredienti con il tempo rimasto.

Se si vuole gustare il profumo e la fragranza in tutta la sua intensità, la pizza deve essere consumata appena uscita dal forno.
Ragazzi e ragazze buon appetito!!!!

LeziaPizzaiola

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La Compagnia del Cavatappi: il gusto e la tradizione

Posted by devilmanga su 6 ottobre 2006

Navigando su internet mi sono imbattuto ne “La Compagnia del Cavatappi“, un sito di e-commerce con prodotti tipici enogastronomici e vendita vini.
E per uno come me che adora i peperoncini ripieni o la pasta nduja è come visitare i sapori della mia infanzia. (anche se sono presenti pure i prodotti francesi online)

La spedizione avverrà tramite corriere espresso Executive per quanto riguarda il mercato italiano e Ups per quanto riguarda il mercato europeo. (ed è comunque gratuita se l’ordine è superiore ai 99,00 €)
Oltre ai metodi di pagameto classici è da segnalare Paypal.
In più i nuovi clienti riceveranno un buono sconto del 20% sui prodotti acquistati.

E non è tutto, grazie alla promozione “la compagnia dei Blogger“, (alla quale tutti blog con una buona affluenza di visitatori possono partecipare) con questo post ho diritto ad un buono omaggio di 25€ spese di spedizioni comprese da spendere sul sito.

Quindi aspettatevi presto una recensione sui seguenti prodotti:

Che dire, un metodo di pubblicità intelligente per una ditta moderna dai sapori di una volta.

Markavatappo

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Gli arancini

Posted by lezia su 12 settembre 2006

03-arancini.jpgOggi ho proprio voglia di cucinare qualcosa di sfizioso…cosa preparo?!
beh, gli arancini ( o le arancine come vengono chiamate a Palermo) non sarebbero proprio male!

Ecco la ricetta:
Tempo di preparazione 75 minuti circa

Ingredienti e dosi per 4 persone:

  • 400 gr di riso
  • 150 gr di carne tritata di vitello
  • 100 gr di piselli sgusciati
  • ½ bustina di zafferano
  • ½ pomodoro pelato
  • ½ cipolla
  • 6 uova
  • 100 gr di burro
  • 300 gr di farina
  • 300 gr di pan grattato
  • Olio
  • Sale e pepe

Fate cuocere il riso, scolatelo al dente, rimescolatelo con lo zafferano, metà del burro, 3 uova sbattute e lasciate raffreddare. Intanto soffriggete la cipolla tritata finemente, unitevi la carne, il pomodoro pelato, il sale, il pepe e lasciate cuocere a fuoco basso coprendo. Sbollentate i piselli, scolateli e rosolateli nel burro rimasto. Quando il ragù sarà pronto unitelo ai piselli e mescolate bene.

Prendete un po’ dell’impasto fatto con il riso e fatene una conchetta, mettete in essa un po’ di ripieno e coprite con altro riso, formando una palla. Passate gli arancini nella farina, nelle uova sbattute con sale, poi nel pan grattato e friggeteli in olio abbondante.

E buon appetito!

LeziaInCucina

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