Due di cuori

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i beni – ist. di diritto privato

Posted by devilmanga su 27 giugno 2007

E’ difficile pensare alle cose materiali in questo momento di caldo afoso, ma non ci si può esimere.
E’ il momento di parlare dei BENI.

Art 810 “Sono beni le cose che possono formare oggetti del diritto”
Dunque il legislatore fa un primo lavoro di selezione, o meglio di classificazione delle cose presenti su questo pianeta.
I beni sono solo le cose che possono formare oggetti di diritto., dunque “beni in senso giuridico”.
Da questa classificazione in realtà non viene escluso poi molto, in realtà tutto forma oggetto di diritto, ma formalmente si tende ad escludere tutto ciò di cui il diritto non può occuparsi perchè troppo vasto o troppo illimitato come oggetto, dunque l’acqua del mare, l’aria, i raggi del sole.
Il più importante “senso giuridico” che si può dare un bene è la “proprietà”. Se una cosa ha l’attitudine ad essere posseduto allora è un bene oggetto del diritto.
Dunque all’elenco precedente si devono sommare anche tutto ciò che non può avere una proprietà perchè ancora irrangiungibile, e quindi non sono beni oggetto di diritto “i pozzi di minerali in altri pianeti”.
In conclusione secondo alcune fonti, sono beni le cose che formano utilità ed oggetto di appropriazione, mentre per altre sono beni tutti coloro in cui è configurabile un “diritto soggettivo” (quindi anche i diritti di credito ad esempio).
I beni, secondo l’art. 42 della costituzione possono appartenere anche allo Stato in due categorie distinte.
BENI DEMANIALI: cioè i beni demaniali naturali dello stato, dunque le spiaggie, i fiumi, i laghi, i torrenti ma anche i beni demaniali artificiali (o accidentali), quali strade, ferrovie, acquedotti e luoghi storici.
Bisogna fare una piccola distinzione tra beni demaniali naturali e accidentali. I beni demaniali naturali non possono essere assolutamente oggetto di privati mentre non è detto che le strade appartengano allo Stato, ma se vi appartengono allora si applica la disciplina dei beni demaniali.
BENI DEL PATRIMONIO DELLO STATO: tra i beni di proprietà dello Stato vi sono anche dei beni indisponibili dello stato quali miniere, cave, oggetti di valore storico o archeologico, gli oggetti della presidenza della repubblica e gli uffici pubblici e al pubblico servizio. Il loro cambiamento di utilità può avvenire solo tramite una legge.

Tra gli oggetti, non vanno dimenticate “le pertinenze“.
Secondo l’articolo 817 del cod. civ. le pertinenze sono “le cose destinate in modo durevole a servizio o ornamento di un’altra cosa.”
Dunque per essere una pertinenza è necessario il rapporto di accessorietà rispetto ad un altro bene che è il bene principale. (Esempi di pertinenze sono i parcheggi di un’appartamento, o le finestre, i balconi..)
Secondo l’articolo 818 “i rapporti che comprendono la cosa principale, comprendono anche le pertinenze”, ma va tenuto conto che una prtinenza è anche un bene a se stante e può anche essere venduta separatamente (nessuno proibisce di vendersi gli infissi di una finestra o le sbarre di un balcone).

I vari beni si possono clasificare in vari modi:
A) Cosa generica e cosa specifica – La cosa generica appartiene ad un genus (esempio un chilo di uva) mentre la cosa specifica appartiene ad una specifica classificazione (ad esempio un chilo di uva della valle di noto) Non è possibile una compravendita di beni generici perchè devono essere individuati.
B) Cosa funginbile e cosa infungibile – per cosa fungibile intendiamo un oggetto che può essere sostituito nel suo genere. L’esempio maggiore è il denaro, mentre per cosa infungibile intendiamo un oggetto unico (come ad esempio un quadro di picasso).
C) Cosa deteriorabile e cosa non deteriorabile. – per cosa deteriorabile si intende un bene che si deteriora col normale trascorrere del tempo e del suo utilizzo.
D) Cosa divisibile e cosa indivisibile – Una cosa si dice divisbile quando questa può essere divisa tra più proprietari senza che essa perda il suo fine (ad esempio un’appezzamento di terreno) mentre una cosa indivisibile è un qualcosa che non può essere diviso (un quadro, un animale vivo).
E) Cosa semplice e cosa composta – per cosa semplice intendiamo una cosa composta da un solo pezzo mentre per cosa composta intendiamo un oggetto composto da tanti oggetti (ad esempio un’automobile)
F) Cosa produttiva e cosa non produttiva – Si intende per cosa produttiva un oggetto che è capace di produrre “frutti”.

La distinzione principale resta comunque la distinzione tra beni immobili e beni mobili.
La distinzione la fa direttamente l’articolo 812 del codice civile “sono beni immobili il suolo, le sorgenti e i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le costruzioni anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è ancorato al suolo. Sono reputati immbili anche i mulini, i bagni e gli altri edifici galleggianti quando saldamente assicurati alla riva. sono immobili tutti gli altri beni”.
la distinzione tra beni mobili e beni immobili è importante per la pubbilicità dichiarativa (o pubblicità immobiliare), cioè la trascrizione degli atti traslativi o dispositivi nei pubblici registri.
Ma esistono anche dei beni mobili che sono soggetti a pubbliche trascizioni (articolo 815 del cod civ.).
La loro trascrizione è prevista dalle discipline che le riguardano e sono: le automobili, le navi, gli aerei. Essi vengono definiti beni mobili registrati.
Abbiamo già detto che esistono dei beni che producono dei frutti, o meglio che hanno l’attitudine a produrre frutti.
La legge distingue frutti naturali e frutti civili.
Frutti naturali: art 820 – “sono frutti naturali quelli che provengono direttamente dalla cosa, vi concorra o no l’opera dell’uomo, come i prodotti agricoli, la legna, i parti degli animali, i prodotti delle miniere, cave  e torbiere”. i frutti diventano beni solo quando si separano dalla cosa madre. i frutti sono di proprietà del proprietario della cosa madre, ma deve rimoborsare le spese di chi ha raccolto il frutto.
Frutti civili: art. 820 comma 3 – “Sono frutti civili quelli che si ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia. Tali sono gli interessi dei capitali, i canoni enfiteutici, le rendite vitalizie e ogni altra rendita e il corrispettivo delle locazioni.” I frutti civili si acquistano giorno per giorno, per tutta la durata del rapporto.
Le universalità di mobili invece sono un insieme di beni mobili che appartengono alla stesso proprietario e che hanno una destinazione unitaria.
Una biblioteca ad esempio è un insieme di libri che può essere venduta sia nella sua “universalità” come bliblioteca dal suo proprietario sia libro per libro.
Le universalità si dividono in universalità di facto e universalità iuris. le universalità di fatto sono le reali universalità, cioè l’insieme dello stesso tipo di bene destinato allo stesso uso, mentre la universalità iuris è una universalità che raggruppa per legge l’insieme di beni di un unico proprietario, questo avviene nel momento dell’eredità o in un’azienda.

E’ ancora in discussione la disciplina secondo la quale il corpo umano è da considerarsi un oggetto.
Secondo l’articolo 5 del codice civile “gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionano una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano contrari alla legge, all’ordine pubblico e alla buon costume.”
L’articolo 5 si basa su una concezione fascista del corpo che era da intendersi come di proprietà dello Stato.
Considerando l’individuo come “unità produttiva” era un danno per lo Stato riportare un danno al corpo dell’uomo.
Dunque era assolutamente da evitare qualsiasi atto di disposizione del proprio corpo di natura permanente.
E’ possibile invece donare il sangue.
Per quanto riguarda i trapianti di organi il legislatore si è evoluto rispetto all’articolo 5 del cod civile ed ha permesso la donazione (e non la vendita) di organi del corpo umano che non causino gravi lesioni alla salute. E’ il caso dei reni ad esempio o del midollo spinale.
Tutti ciò non deve far confendere con le disposizioni degli organi di un defunto, dai quali è possibili trarre qualsiasi organo previo consenso del defunto.

Esistono anche dei beni immateriali, che sono dei beni giuridici che non sono interessati di corporietà.
Per essere dei beni immateriali devono rispondere di due requisiti:
a) l’intellettualità: il bene immateriale deve essere il frutto di intelletto.
b) riproducibilità: deve essere possibile la sua riproducibilità in maniera concreta.

Il diritto si articola, per l’individuazione dei beni immateriali, in due modi.
a) lo schema del diritto d’autore: La tutela si articola in un diritto morale e diritto patrimoniale.
il diritto morale si articola in:
diritto all’inedito
diritto alla paternità dell’opera, che durerà per sempre e verrà trasmessa in discendenza.
diritto all’integrità dell’opera
diritto di ritirare l’opera dal commercio (detto “diritto di pentimento“) ovviamente l’autore nel farlo dovrà sobbarcarsi i costi di tale opera di ritiro dal mercato.
Il diritto patriomoniale dell’opera durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte.
b) lo schema della brevettazione, cioè il registrare  invenzioni  industriali e marchi, in modo da impedirne il riutilizzo da terze persone (senza consenso e compendio dell’inventore o del proprietario).

Con l’evoluzione della tecnologia e del progresso, i beni immateriali si sono diffusi tantissimo nella vita di ogni giorno.
a) il software: E’ un programma per un eleaboratore ideato per risolvere determinate funzioni. Al suo artefice viene riconosciuto il diritto d’autore.
b) le banche dati: sono una raccolta di dati accessibili per via di un elaboratore. all’autore può essere riconosciuto il diritto d’autore, ma se la banca dati manca di originalità, allora viene riconosciuto il diritto sui generis.
c) il know-how: è l’insieme di conoscenze allo svolgimento di un’attività imprenditoriale. Elemento importante di queste transizioni di conoscenze è la segretezza. Se qualcuno ha inventato un nuovo sistema industriale, può vendere l’idea, ma chi la compra deve garantire la segretezza.
d) i dati personali: L’attività di trattamento dei dati personali è sottoposta a numerose regole. Una delle regole principali di questo trattamento è il consenso dell’interessato al trattamento dei suoi dati personali.

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6 Risposte to “i beni – ist. di diritto privato”

  1. Samantha-Thaia said

    mark prepari diritto privato??? io ho già dato!!! sia il primo che il secondo!!!:-)

  2. devilmanga said

    ehehe..
    le mie vicessutidini col privato ormai si perdono nella notte dei tempi.
    credo di esserne ormai il maggior esperto vivente. :p

  3. Samantha-Thaia said

    dai non è poi così difficile!!! io ho affrontato lo scoglio duro di turin quello che boccia se nn si sanno le clausole vessatorie perchè a suo dire nella vita non si vale un az** senza sapere quale funzioni hanno le suddette clausole! ah ti dico che al tipo segato ha lanciato il libretto dalla finestra e ha detto”non si presenti fino a quando dovrò essere io a giudicarla!” grrrrrrrrrrrr

  4. lezia said

    beh, io preferisco ascoltare le lezioni private del mio amole! :***************

  5. Samantha-Thaia said

    ihhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh la bot******* mi tttttradisci???? i corna mi facisti???? ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh mattri bedda!!!!!! :@

  6. Stelvio said

    Ciao ragazzi! Io mi sono imbattutto in questo sito per caso, perchè di fronte all’esame di Diritto Amministrativo mi sono resco conto di non ricordare un tubo della disciplina dei beni demaniali….ma questo è secondario. Sento il bisogno di scrivere perchè….ma quale Università frequenti Samantha-Thaia?? Allucinante…e poi? Nessuna reazione?
    Daniele Luttazzi direbbe..” quel professore ha la faccia di uno che è stato picchiato da piccolo. Ma non abbastanza”
    Un salutone a tutti! In bocca al lupo per gli esami!

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