Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Cosa è e come si scrive un saggio breve?

Pubblicato da devilmanga su 24 novembre 2006

Oggi mi sono ritrovato a spiegare alla mia sorellina cosa fosse un saggio breve.
Essendomela sempre cavata egregiamente in questa “nuova” forma di scrittura, ho provato a spiegarglielo nel più semplice dei modi.

Cosa è un saggio breve?
Un saggio breve si colloca a metà strada tra un articolo di giornale e un tema scolastico.
Ha molti punti in comune tra loro e molte differenze.
Le prime differenze che si riscontrano con un articolo di giornale è che il giornalista di cronaca riporta i fatti in maniera oggettiva (così come sono) senza alcuna visione personale.
Anche in un articolo d’argomento politico la bravura del giornalista sta nello scrivere nascondendo il più possibile il proprio pensiero, esponendo i concetti nella maniera più oggettiva possibile.
In un saggio breve scolastico è possibile nascondere le proprie idee e i propri pensieri, è difficile ma non impossibile e molto spesso aiuta quando ci si aggrappa sugli specchi basta metterli in bocca a qualcuno.
Si differenzia da un tema perchè molto spesso il tema ha come argomento principale il mio IO SOGGETTIVO.
Il classico tema “Parla del natale” ad esempio altro non è che un esercizio di scrittura in cui si riportano le proprie esperienze personali e le proprie sensazioni nel periodo natalizio.
In un saggio breve ciò che pensa il proprio IO non può essere palesemente spiattellato, anzi la parola IO deve essere assolutamente bandita, pena l’essere etichettato quel saggio un tema.
Un saggio breve è un argomento che può essere di cronaca che approfondisce determinati argomenti mostrandoli su diversi punti di vista, rimanendo fedeli al documento assegnato.

Un esempio di saggio breve?
Esempio per me lugimirante su cosa sia un saggio breve è un qualsiasi articolo di giornali quali Newton o Focus dove l’elemento di cronaca è un incipit per iniziare a scavare a fondo nell’argomento.
Esempio è la scoperta di una nuova cura contro il cancro, in quell’articolo non viene semplicemente riportato il fatto di per sè (che sarebbe appunto un articolo) ma viene spiegata ad esempio anche la storia della ricerca sul cancro, quali sono stati in passato le cure che più hanno suscitato scalpore e via discorrendo.

Esistono degli incipit ai saggi brevi?
Molto spesso i saggi brevi hanno una correlazione con la realtà, ma questa non è strettamente necessaria.
Se mi chiedessero di scrivere un saggio breve sull’eutanasia, introdurrei il mio saggio rifacendomi a fatti di cronaca recenti.
Ma se il saggio si riferisce ad un concetto storico?
La fantasia aiuta certamente.
Se il saggio è sulla seconda guerra mondiale?
Un argomento potrebbe essere la rimpatriata dei partigiani in commemorazione alla giornata di liberazione nazionale. Basterebbe un simile incipit per poi collegarsi facilmente alla storia raccontando le geste di alcuni dei partigiani presenti.
Ma se il saggio è sulla storia antica, esempio epoca romana?
In quel caso immagino il ritrovamento di un anfora che mette alla luce un punto che gli archelogi prima non conoscevano e poi via a parlare della storia.
Ma se il saggio è filosofico?
Un esempio potrebbe essere un saggio sul libero arbitrio, in quel caso l’incipt potrebbe essere una conferenza, un congresso. Conferenza o congresso che comunque si rifarebbe ai documenti che ti sono stati consegnati durante la stesura del saggio e collegarli e farli propri diventa uno scherzo.

Spero questa guida possa servire a qualche giovane studente, avendo rispolverato tali “trucchi del mestiere” mi sembrava ingiusto usarli solo per la mia sorellina.

MarkSaggio(ma breve)

xandot

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45 Risposte a “Cosa è e come si scrive un saggio breve?”

  1. lezia ha detto

    Peccato non averti incontrato prima!! Saresti stato la mia guida sicuramente…

  2. Sara ha detto

    Ciao sn sara e vorrei fart una domand poikè nel mio ultim compito in classe la prof m ha contestat il fatt d nn aver utilizzat opportunamente tutte le tesi ke scaturivan dai document ke m avev consegnat…in teori io ne ho considerat sl 2…sui 5 o 6 bran ke avev nel dossier…cm dev impostare la mia trattazione?? E’ fondamentale l’utilizzo d tutte le tesi esposte nei documenti?
    Grazie mille Sara

  3. Gianluigi ha detto

    sn al primo saggio della mia vita e il testo è castello medievale e case rurali, presi dal libro di geografia, datemi una mano

  4. francesca ha detto

    devo fare un saggio breve sul progressi scientifico-tecnologico e risorse del pianeta help

  5. Andrea ha detto

    ciao!!!! dmn ho un compito su un saggio breve relative a due possibile scelte,sulla attualita oppure su un argomento studiato.Le mie mancate presenze ora m tornano a sfavore, pero ci sta sempre internet.T volevo fare i complimenti per il sito, se prima nn sapevo cosa fosse, dmn due mink………le posse spiaccicare sul foglio.ciao in bocca a lupo!!!!!!!!!!!!!

  6. katia ha detto

    devo fare un saggio breve sull’”antico regime” potreste aiutarmi?????? vi pregooooooooooooooooooooo

  7. katia ha detto

    ho voglia di farlo….ma devo fare un saggio sull’antico regime mi aiutate….????

  8. fabio ha detto

    devo fare un saggio sulla visione medievale del mondo terreno, grazie a questo magnifico sito ho capito come fare il saggio…..grazie a tutti!!!!! ciao ciao

  9. Alba e Ali ha detto

    Siamo in 5^superiore e scandalosamente non abbiamo ancora fatto un saggio breve martedì ci sarà il nostro primo compito simulativo, come tipologia d’esame….saggio breve…non ne abbiamo un’ idea…ci potreste fare un piccolo riassunto d’impostazione per aiutarci????!!!!…vi preghiamo di non prenderci in giro…grazie…Aiutoooooooo…..

  10. isabella ha detto

    CIAO…mi chiamo isabella è quest’anno sto frequentando l’ultmo anno ..la prof ha chiesto di fare un saggio breve che ha come argomento:l’aspirazione alla liberta nella tradizione e nell’immaginario artistico-letterario…i documenti sn delle poesie di alcuni poeti..io nn ho per nulla capito cm devo svolgerlo…tendo sempre a mettere delle opinioni personali e nn so se sia giusto cm dovrei procedere….grazie!!!sn in crisi..

  11. DONY ha detto

    devo fare un saggio breve sulla violenza negli stadi e su tutte le persone che hanno perso la vita come si fa???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????AIUTATEMI ENTRO DOMANI

  12. alessandro88 ha detto

    ma mi spiegata che servono queste uffa

  13. alessandro88 ha detto

    ma mi spiegata che servono queste cose uffy

  14. Ada90 ha detto

    abbiamo appena iniziato a scrivere dei saggi come esercitazioni per l’esame di stato..l’unica domanda k mi faccio è:xk l’hanno inventato?????????

  15. antonio ha detto

    ragazzi aiuto sono al mio primo saggio breve…il tema dell ugualianza nella rivoluzione francese…cosa posso fare o almeno iniziare???vi prego datemi una mano.

  16. Ada90 ha detto

    raga alla fine l’ho fatto il saggio e per botta di… ho preso 6!!!!spero sia and bene anche a voi..anche a te antonio ^_^

  17. Marcello ha detto

    devo fare un tema sul viaggio per domani e non so che cavolo scriverci
    ci metto sempre tutta la buona volontà ma non sono in grado di scriverli io questi temi!!

  18. emanuele ha detto

    ankio tra un po dovrò fare un saggio breve su italo calvino e nn so(ve lo dico davvero)cosa scrivere…..help me

  19. nadia ha detto

    aiutooooooooooooooooo……………domani dovrò fare un saggio breve sulla rivoluzione ingleseeeeeeeee…ma nn so interpretare..gran problema raga..consigli?????

  20. FeDeRiCa ha detto

    Grazie,Ma Ancora Non So Bene Come Fare.La teoria,Grazie A Te E’ Ok……….Ma La Pratica??????

  21. Martina ha detto

    Ho stampato la pagina:) Grazie mille x i consigli..spero domani di riuscire bene nella prova..anke se già sn in panicooooooo :(

  22. elisa ha detto

    grazie.. veramente una spiegazione esauriente…spero ke mi servirà..proprio domani..per il mio primo saggio breve…
    speriamo bene…
    ciaoooooooooooooooooo

  23. Mirya ha detto

    ciao ciao!
    non avevo idea di cosa fosse un saggio breve!!
    ma adesso sn certa k riusciro a farlo=)dmn devo consegnarlo!!!e ancora devo iniziare…..=( aiuto=(
    ciao ciao=)

  24. *Stella.. ha detto

    sxo d riuscire grzie ai tuoi aiuti dmn nl compto..!

  25. RITA ha detto

    CIAOO … SN A CASA A PROVARE A FARE UN SAGGIO BREVE ..
    E FINALMENTE GRAZIE A QUESTO SITO SO COSA DEVO FARE ..
    RINGRAZIO DI AVERTI RROVATO ….
    CIAOOOOO VADO KE è TARDI =)

  26. gaetano ha detto

    devo fare un saggio breve chi mi aiuta?
    argomento:
    l’Italia da terra di emigranti a terra di migranti:Cause e conseguenze socio – ecomomiche

  27. valentina ha detto

    bella la spiegazione!!ma che fine hanno fatto tutti gli altri ambiti???

  28. fra ha detto

    aiutooooooooooooooo dmn ho kompito d’italiano..saggio breve sull’illuminismo oppure sul 600!!!!!!!! ks devo scrivereeeeee???? AIUTATEMIIIIIIIIIIIIIII C FAVORE:(

  29. fra ha detto

    si xo dovete rispondere..n ke c lasciate in 13 ufffffffffaaaaaaaaaaaaaaa:):(:-)

  30. niky ha detto

    fra anche io dmn ho un compito in classe…un saggio breve riguardante un tema socio-economico…ma io nn so farlo!!!ke crisi!!aiutoooooooo…nn so cm fare…

  31. ilenia ha detto

    grazie devo fare compito lunedì e non ho mai fatto un saggio breve, anche se sono in quinta ma non abbiamo un bravo proff pultroppo…grazie lo stesso.speriamo beneee….

  32. Sara ha detto

    sono in secondo liceo…
    la mia prof di italiano per sabato ha assegnato 1 saggio breve in classe ed io ancora non ho capito come va impostato(causa scarsi esercizi di scrittura da parte della prof..)La prof mi dice che va impostato come un’argomentazione però rispettando i documenti. Se però lo si imposta come argomentazione quindi come testo argomentativo alla fine ci vuole per forza il nostro punto di vista???rispondete ho questo dubbio!:D

  33. PAMELA ha detto

    per venerdi ho un saggi da consegnare parla di uno scrittore e della sua citta dalla quale non si e mai spostato ce un documento che parla della poesia Fiori del male di Boudelaire potete darmi una mano???? Help me PLEASE!!!! grazie mille

  34. katia ha detto

    domani ho compito di italiano e la prof c assegnerà di fare un saggio breve! già la prof per caso ce ne ha assegnati parecchi ma io non ne ho mai fatto uno perchè non sapevo ne come cominciare ne cosa scriverci..!inoltre non so assolutamente cosa riguarderà qst compito e adesso sto entrando in pallone! v prego di farmi uno schema su come iniziare il saggio…

  35. luca ha detto

    ciao sono luka, volevo kiederti un favore grandissimo se potevi scrivermi un esempio di saggio breve suji ogm x esempio oppure su qualche argomento di attualtà ma giusto come esempio poichè la mia ragazza ha un compito mercoledì, ma a causa della negligenza della sua prof non lo ha capito bene!
    scusa x il disturbo grz mille luka.

  36. alaop ha detto

    ahahahahahahah

  37. antonio ha detto

    devo fare un saggio breve tra l amore di romeo e giulietta

  38. Carlotta ha detto

    Ciao! Mi chiamo carlotta e frequento il V ginnasio. Tra breve ho un compito in classe su un saggio breve e non so proprio dove mettermi le mani… Anche se hai pubblicato queste spiegazioni 3 anni fa spero che mi aiuterai ugualmente. Un titolo del compito in classe é “Chi non conosce la storia é schiavo della moda” per favore mi serve un input!!!!! AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  39. Manuel ha detto

    Cavolo, avessi trovato prima questi appunti, avrei di certo passato l’esame.

  40. claudia ha detto

    nn ancora devo capire cm si fa nn sono tarata ma nn riesco a capire

  41. bea ha detto

    ciao sn una ragazza che fa la prima superiore e il mio prof ci vuole far fare un saggio breve con alcune pagine del “Gattopardo” io mi chiedo ma è possibile? scusate la mia ignoranza ma il prof nn spiega e poi pretende cm posso fare?
    help me!!!!!!
    un bacio b.

  42. klausvonribhezy ha detto

    le differernze tra tema e saggio breve esistono solo nelle tonnellate di documenti,relazioni e altro che i consulenti degli ultimi ministri dell’istruzione hanno dovuto produrre per giustificare i loro compensi. la gran parte dei docenti di materie letterarie non saprebbero spiegare le differenze sostanziali senza dimostrare essi stessi di avere molte incertezze al riguardo. quello che oggi non si insegna più è la correttezza della costruzione logica sulla base della necessaria consequenzialità concettuale, con il fine di esporre con chiarezza un concetto utilizzando i termini nella giusta disposizione formale e conferendo ad essi il signifizato più pregnante relativamente al concetto che si desidera esprimere. non la macro-forma ma le strutture formali elementari e la proprietà di linguaggio. la tecnica della scrittura dal particolare al generale per generare un’opera le cui parti siano organicamente consequenziali e necessarie….il risultato deli attuali percorsi formativi è che gli elaborati degli esami di maturità sono scritti semplicemente male,privi di forma a tutti i livelli. la forma è data dai contenuti e dal modo in cui essi si articolano, non è un contenitore da riempire…spiegatelo ai ministri.

    • lilipi ha detto

      Sono d’accordo. Bisognerebbe ritornare a fare molte letture (a scuola e a casa)e per la scrittura tornare all’insegnamento di Carducci:”Ordine, chiarezza,semplicità”.

  43. gio ha detto

    ciao a tutti io per devo fare un saggio breve sulla fine del mondo… mettere in contrapposizione quello che dice la bibbia e quello che dicono i maya….come osso fare??? AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

  44. robyyy ha detto

    DOVREI FARE UN SAGGIO BREVE SU QUEST’ARTICOLO… KI MI DA UNA MANO?
    Lo sapete? Entro pochissimi anni, si avvererà uno dei tanti sogni dei banksters: tutti dovremo avere la carta di credito per acquistare beni e oggetti che eccedono i 50 euro di spesa.
    Io non sono un esperto del sistema finanziario, né uno studioso di economia, ma certe considerazioni, per farle, basta un minimo di osservazione, esperienza e ragionamento. Del resto le “spiegazioni” dei tecnici mi interessano molto poco visto che so ben valutare da solo, il dare e avere che ne consegue.
    Vediamo: ripercorriamo questi ultimi anni, più o meno dalla Seconda Repubblica in avanti, dove passo dopo passo, ma con una pianificazione evidente, anche se poco percepibile dall’opinione pubblica, si portò avanti un progetto di adeguamento di tutta l’economia e la finanza del paese al sistema bancario nazionale e internazionale, favorendone i loro interessi.
    Iniziarono, guarda caso, i governi Amato e Ciampi (non sentite un tintinnio di squadre, finanza e compassi?), sostenuti indirettamente dalla sinistra post comunista, oramai liberal (quella che gira con La Repubblica in tasca) ad incentivare tutto quello che era possibile incentivare per adeguare l’economia e la società italiana al sistema bancario. Ma anche i governi di centro destra non furono da meno, indice di una subordinazione trasversale di tutti i politici alla City di Londra e a Wall Street.
    Ricordate quando, come fumo negli occhi, ci fu il “regalino” ai correntisti che i libretti di assegni non si sarebbero più pagati?
    Tutto non iniziò proprio da lì, ma noi possiamo benissimo prendere quell’avvenimento come punto di partenza. Ovviamente le banche in cambio dei foglietto di assegno gratuiti ebbero tanti e tali altri vantaggi da compensare ampiamente quei risibili costi, cosicchè i clienti in pochi anni si videro lievitare a dismisura le spese di tenuta del conto corrente, fino ad arrivare all’assurdo che un normale cliente che deposita una modesta somma in banca, ma poi neppure troppo modesta, a fine anno, tra costi di ogni natura e quel poco di interesse che ci prende, non compensa la spesa annua per questo suo deposito, mentre le banche, proprio con i soldi del cliente, moltiplicati per centinaia di migliaia di altri “castelletti” simili, li investe o li presta a sua volta con ben altre remunerazioni. Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere.
    E che ci fosse stato uno statista che intervenisse e mettesse un freno a questo sconcio, a questa rapina legalizza! Mai.
    Comunque sia, in quegli anni ‘90, in men che non si dica, si fece in modo di ridimensionare il valore del “mattone”, storico rifugio dei risparmiatori; i depositi bancari abbassarono a livelli irrisori l’interesse sui depositi; i libretti postali, altro storico rifugio di un popolo che è sempre stato amante del risparmio, dovettero adeguarsi per legge a quelli bancari; si tese a forzare l’indicizzazione delle rate dei mutui, e tante e altre disposizioni simili, furono introdotte, sotto traccia, nella nostra società: tutte gradite e utili alle banche.
    Tanto si sono impinguate e tanto potere anno eroso che non è un caso che oggi, ogni cento metri e spesso meno, trovate lussuosi sportelli bancari, a 5 o 6 porte, tutti blindati e super computerizzati, ma quasi privi di clienti: come è stato possibile? Non credete che un business e un motivo importante ci sia?
    Ma torniamo a quegli anni ’90 dove, nel frattempo il mercato azionario, da sempre visto con diffidenza dal nostro popolo, venne sponsrizzato alla grande e gli italiani che avevano qualche risparmio, di fronte ad un “mattone” che non dava più rendite e sicurezza e i conti correnti a risparmio che rendevano poco e nulla, si trovarono quasi costretti ad investire in titoli azionari.
    Anche le liberalizzazioni che nel frattempo spogliavano il paese di ogni sua risorsa, regalandola ai privati e alle banche d’affari internazionali, offrivano la possibilità di ampliare a dismisura gli investimenti in titoli azionari da parte dei cittadini.
    E tutti furono invogliati verso promettenti “offerte pubbliche” e la mecca della Borsa, con la messa in vendita di Azioni di importanti e conosciutissime aziende o imprese.
    Tutta una economia “virtuale” esplose alla grande, con immensa gioia di finanzieri e speculatori e amari pianti di chi, entro pochi anni, vide tutti i suoi risparmi e liquidazioni di anni di lavoro, svanire nel nulla: per dieci che ci guadagnavano, centro andavano sul lastrico.
    A simbolo di una nuova Era la figura del promotore finanziario prese decisamente quota, furono istituiti apposti albi e corsi, e i cittadini dovettero sorbirsi, pur se non richiesto, anche con telefonate a casa, “consigli” interessati per invogliarli investire il loro denaro.
    Al contempo, tutto il paese venne progressivamente invaso da proposte di accedere a prestiti, di acquistare beni di consumo con la formula del finanziamento facile: compri oggi e paghi in comode rate, iniziando tra sei mesi; le carte di credito vennero elargite con disinvoltura. Le cassette delle poste si riempirono di reclame per accedere ad un prestito, ad un finanziamento o per fare una carta di credito.
    Se anni prima, per ottenere un prestito, occorreva non essere protestati e poter dare garanzie, ora non c’erano più problemi: bastava una busta paga, ma poi, sarebbe anche bastato avere un conto in banca.
    Tra sub prime e ricollocazione di investimenti e prestiti a forte rischio, il mondo finanziario sapeva bene come far fruttare anche il giro di denaro virtuale, senza rimetterci. Neppure un mago ci sarebbe riuscito.
    L’obiettivo era chiaro: gli storici risparmi degli italiani facevano gola ai banksters e le speculazioni, in uno Stato che nulla provvedeva, ne legiferava, per proteggere i cittadini da questi avvoltoi, non avevano più freni.
    Da allora se ne è fatta di strada, del resto la Seconda Repubblica era nata proprio con questi presupposti: trasformare i partiti in aggregati di potere, puro e semplice, spogliandoli di ogni orpello ideologico e di rappresentativa sociale, adeguare il più possibile le Istituzioni al sistema anglosassone, il più idoneo a garantire il potere a lobby e consorterie. E quando parliamo di Lobby e Consorterie, quelle di genere finanziario sono le più importanti.
    Il resto lo conosciamo: i grandi Organismi mondialisti: dalla Banca Mondiale, al FMI, alla BCE, vigilavano, ricattavano e obbligavano i governi a sottomettersi all’usura da loro stessi messa in atto, a prendere “prestiti” per la nazione, fatti passare come aiuti, costringendo questi governi a distogliere ingenti risorse finanziarie per pagare i debiti contratti con questi malfattori.
    Il debito pubblico, tra signoraggio monetario, usura bancaria e imposizioni mondialiste non sarebbe mai più stato possibile azzerarlo, anzi non poteva che lievitare progressivamente determinando un cappio attorno al collo dei popoli, irreversibile.
    In ogni caso, intorno al 2007, l’economia virtuale crollò miseramente e non è peregrino ritenere che il “botto” venne anche “aiutato” a determinarsi per oscure manovre messe in atto dalla stessa Alta Finanza internazionale, anche se qualche banca ci rimetteva le penne. Quando si parla di Alta Finanza internazionale, infatti, seppur ci si riferisce ad una miriade di banche, credito, assicurazioni, ecc., in realtà il vero potere è concentrato in pochissime storiche famiglie che fanno e disfanno tutto il sistema a loro tornaconto speculativo e di potere.
    Il potere dei banksters comunque era così forte che subito Presidenti e Governi, quelli della stessa America compresi, hanno varato provvedimenti di “salvataggio delle banche”, devolvendo enormi capitali pubblici verso il mondo bancario, proprio quello che aveva determinato la crisi.
    E il popolo? Cornuto e mazziato!
    Comunque sia il “giocattolo” si era rotto: le “bolle” degli investimenti a rischio girati e rigirati erano scoppiate e al contempo nelle Nazioni l’economia e la finanza, stremate dal signoraggio monetario e dall’usura legalizzata, entravano in crisi costringendo i banksters a fare quello che non avevano mai fatto.
    Pensate forse che i banksters ritennero di limitare e rivedere le speculazioni, le imposizioni ricattatorie e lo strozzinaggio? Ma quando mai, anzi decuplicarono le imposizioni.
    Da sempre, infatti, il potere dell’Alta Finanza si era esercitato con discrezione, attraverso i politici e i partiti compiacenti, non a caso definiti i camerieri dei banchieri, e i banksters facevano un pò quello che hanno sempre fatto i Rothschild durante la loro rapace esistenza: essere i veri padroni di tutto, ma per interposta persona, non apparire mai direttamente e fare in modo che si parlasse di loro il meno possibile.
    Ora però la crisi finanziaria internazionale aveva determinato il rischio che qualche governo nazionale, sotto la pressante richiesta mondialista di devolvere tutto il bilancio statale al pagamento degli usurai, emanando misure lacrime e sangue, poteva tergiversare o non spingere, come preteso, la lama dei tagli fino all’osso del popolo. Tagli di ogni genere alle pensioni, tagli alla sanità, licenziamenti nel settore pubblico, limitazioni di spesa per tutte quelle necessità di cui uno Stato e i cittadini hanno bisogno. Niente, tutto deve essere devoluto per pagare il debito pubblico (una vera e propria invenzione dei banksters), per impinguare le casse del sistema bancario. Anzi occorreva anche introdurre una Legge, come è stato fatto, che rendesse obbligatorio per il bilancio dello Stato, tenere conto di questo famigerato debito pubblico obbligando il governo ad adeguarsi di conseguenza.
    Per far questo si imponeva però di mettere al governo i cosiddetti “tecnici”, tutti uomini usciti dal mondo bancari0 e finanziario, ma dovevano mantenersi per il tempo necessario e con il consenso dei partiti senza più diatribe, per esempio, tra un Prodi o un Berlusconi.
    I banksters erano costretti ad uscire allo scoperto. Potete ben immaginare quale era il compito assegnato ai “tecnici”, visto che questi soggetti, mai eletti da nessuno, a nessuno dovevano dar conto e quindi potevano emanare i provvedimenti più impensabili e restrittivi.
    Del resto ai politici tradizionali, ai cosiddetti partiti, come abbiamo detto, oramai ridotti ad aggregati di potere e centrali di corruzione, non gli pareva vero di lasciar fare il lavoro sporco ai “tecnici”, e non dover essere loro costretti a farlo.
    Da qui il sostegno bipartisan a questi governi diretta espressione dei banksters.
    Quello che hanno fatto in Grecia è sotto gli occhi di tutti, ma anche da noi non hanno scherzato e ancora hanno da fare, come per esempio ridurre gli stipendi e le pensioni anche direttamente e non solo indirettamente come hanno fatto fino ad oggi.
    Tanto per fare un altro esempio, il loro sogno, il sogno dei banksters, è quello che ogni cittadino, dalla culla alla bara, abbia la sua carta di credito e quella usi invece che il denaro contante. Un sogno che fa il paio con quello di obbligare tutti ad avere un conto in banca e che già negli anni passati costrinse coloro che esercitano una qualsiasi attività commerciale ad averne almeno uno.
    Il nostro Monti, ovviamente, appena messo al governo, provvide subito a costringere anziani e pensionati, spesso recalcitranti e diffidenti verso le banche (del resto i C/C sono ben lungi da essere gratuiti come si vuol far credere), a farsi il loro bel conto corrente bancario, mettendo un limite al prelievo in contanti delle loro pensioni. Ma questo per le banche era solo un palliativo
    L’ideale per loro è quello di costringere tutte le persone che acquistano o trattano un bene qualsiasi, un oggetto qualsiasi a pagarlo con la carta di credito.
    Che pacchia: un tempo lontanissimo le banche potevano emettere banconote in base alle riserve aure, poi questa proporzione fu lasciata cadere ed emettevano banconote eccedendo e di molto la copertura aurea, poi il sistema dei titoli e dei conti correnti prese sempre più a sostituire la carta moneta, ora si vorrebbe che questa scomparisse, in modo che tutto il giro di acquisti e vendite sarebbe regolato dalle carte di credito, da un clic del mouse, con grandi profitti per il mondo bancario e un evidente controllo su le spese del cliente.
    Per esaudire questi desiderata dei banksters, Monti ha però riscontrato alcune resistenze, causate dalle abitudini e dalla costituzione sociale della nostra economia, ma di certo non ci ha rinunciato, del resto proprio quello è uno dei compiti primari che gli è stato affidato. Non si dimentichi infatti che tutta l’economia una volta che sarà totalmente regolata dal sistema bancaria, amplierà a dismisura il potere dei banksters.
    Quindi verso questo obiettivo ci si arriverà gradualmente. Intanto è stato introdotto, a partire dal 1° gennaio 2014, per gli esercizi commerciali e non solo, l’obbligo di accettare carte di credito, per ogni pagamento eccedente i 50 euro.
    Capita la furbizia? Si comincia a preparare il terreno in modo che tutto sia predisposto, anche tecnicamente, per far poi scattare l’obbligo a tutti, acquirenti e venditori, di usare la carta di credito per ogni spesa oltre i 50 euro.
    L’obbligo vero e proprio, invece, quello che limita l’uso del contante solo sotto i 50 euro, è stato provvisoriamente rimandato a uno o più decreti del Ministero dello Sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’Economia (meglio sarebbe stato chiamarli: Ministero dello Sviluppo economico delle Banche e Ministero dell’Economia bancaria).
    E’ così la carta di credito, marchingegno che dovendo comunque vivere in questa società dei consumi, poteva anche avere i suoi vantaggi, ma ovviamente come libera scelta del cittadino e non come imposizione e soprattutto se garantita da disposizioni di legge che ne limitano le speculazioni bancarie, di fatto, diverrà obbligatoria.
    Signori il gioco è fatto: cominciate a farvi almeno un paio di carte di credito, visto che una sola, per un qualsiasi motivo, potrebbe non bastare, e rassegnatevi ad essere sempre più avvolti nella ragnatela stesa su quasi tutto il pianeta dai banksters.
    Ma finchè c’è la fila, formatasi notte tempo, davanti ai negozi che vendono l’Ipod5, a chi gliene frega qualcosa?
    E poi c’è sempre qualche imbecille che ripete il mantra dei governi tecnici: sono provvedimenti atti a combattere il riciclaggio e le transazioni in nero.
    Beh, sapete che vi dico: che avendo la pistola puntata alla tempia, soppesando i pro e i contro, penso proprio che all’usura del signoraggio bancario, e preferibile quella del pizzo mafioso, e agli arricchimenti a dismisura delle banche, è preferibile che si arricchisca chi ricicla e tratta in nero. Senza dubbio.
    Ma fino a quando dovremo avere questa pistola puntata alla tempia?

    Articolo letto: 857 volte (08 Ottobre 2012)

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