Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Capitolo II – La Prima Storia d’Amore

Posted by devilmanga su 22 novembre 2006

Prefazione
Capitolo 1

Non era casuale il gesto di Lucifero dello strapparsi le ali.
Oltre al gesto clamoroso intrinseco di significati, vi era una esigenza logistica: le armi.
Nessuno ha la capacità di reperire qualsiasi tipologia di armamentario  in paradiso né possibilità alcuna di forgiarne.
Ma tutti noi eravamo a conoscenza del Suassez.
Il Suassez è un osso a forma di S dalla punta appuntita che risiede nell’attaccatura stessa delle ali.
Con lo strappo delle ali, Lucifero ha staccato dal suo corpo anche questo osso che, ripulito dalle piume, è l’unico strumento di morte conosciuto in paradiso.
Appuntito e durissimo, capace di conficcarsi nelle carni di qualsiasi angelo, e di raggiungere l’interno delle viscere causando ferite mortali.
Le urla degli angeli che provenivano dalla vallata ci diedero una prospettiva su quanti angeli stessero sacrificando le proprie ali, e di conseguenza il proprio Suassez, per la loro causa.
Quelle urla si susseguirono per molto tempo, causate da un dolore è insopportabile, ma che non causa alcun danno alla schiena né alle articolazioni.
Basta un po’ di riposo per tornare in piedi, ma ormai senza ali.
E pur se solo urla si sentivano nell’eco dell’orizzonte, andava comunque tentata una soluzione pacifica.
Ma su chi avrebbe potuto fare da pacere in quella situazione di conflitto imminente, nessuno aveva risposta.
Tale decisione non rimaneva che fosse presa dal Consiglio degli Angeli.
Il Consiglio di Angeli è un consesso di angeli tra i più longevi del gruppo nella quale è nata la discussione.
Il Consiglio di Angeli è stata sempre l’unico strumento che gestiva i rapporti tra i vari angeli.
Il numero di Consiglieri varia, solitamente è uno per ogni mille angeli del gruppo.
E visto che il gruppo ritiratosi sul monte era composto da circa 20.000 angeli silenziosi, andavano ricercate le 20 persone più anziane.
Quasi spontaneamente uscirono dal gruppo e si allinearono a capo di esso.
Borbottarono qualcosa tra loro e appena il numero di venti angeli fu raggiunto si avviarono verso la cima, la parte più estrema del monte.
Lì dove il vento soffiava ancora più forte.
Dove la voce di Dio sarebbe stata più chiara.
Anche se la salita era di poche centinaia di metri, il Consiglio dei vecchi Angeli l’affrontò con qualche difficoltà.
Ma, una volta in cima, si sedettero a terra tutti formando un cerchio.
Il Consiglio degli Angeli era riunito, ma nessuno trovò il coraggio di rompere il silenzio.
Andava trovato al più presto un volontario.
Bastava uno sguardo fugace  per capire che nessuno del Consiglio possedeva le forze sufficienti per affrontare una simile impresa, fosse stato solo l’atto di scendere e di risalire il monte.
Tutto ciò che vi era da dirsi era ovvio ma nessuno trovava le parole per esprimersi.
Non potevano esserci condizioni, non erano contemplate né vie di mezzo né scappatoie.
O con Dio o contro di Dio.
I “disertori alla volontà di Dio” avrebbero dovuto accettare una simile resa e sperare nella misericordia del Divino.
E non era neanche possibile fornire una qualsiasi garanzia ai disertori.
Nessuno era davvero cosciente del disegno divino, né se davvero gli angeli vi trovassero spazio.
Si viveva di fede e, non se ne avevano neanche tanta da poterne dare.
E pur se dal basso continuavano le urla di angeli che decidevano di mutilarsi, era il silenzio della cima del monte che giungeva a noi.
Ognuno sentiva i  battiti del proprio cuore e nulla più.
Sin’a chè  Yosef uscì dal gruppo rimasti ai piedi della cima.
Fece dei piccoli passi avanti e chinò il capo.
Ognuno di noi posò lo sguardo su di lui e capimmo la sua scelta.
Yosef faceva parte degli angeli della nuova stirpe, era un ottimo candidato per ricoprire la carica di volontario.
Sarebbe stato un forte segnale agli angeli di nuova stirpe che non ebbero il coraggio di accettare il volere divino, soprattutto perché convinti di essere i primi coinvolti in tale disegno.
Yosef iniziò la salita sulla cima del monte.
Arrivato davanti al consesso, tutti si girarono nel guardarlo in volto.
In lui non c’erano dubbi.
O meglio ne aveva sulla sua sorte, ma non sul da farsi né su ciò che andava fatto.
Tutto il consiglio si alzò in piedi e ognuno mise una mano su di lui, sulla sua testa.
L’investitura era dunque ufficiale.
In fretta il consiglio preparò un documento da consegnare a Lucifero in persona.
I punti essenziali li avevano chiari in mente tutti, quindi nessuna difficoltà si venne a creare né punti in disaccordo.
La pergamena fu scritta con la Penna di Piume e col sangue dell’Arcangelo Gabriele, l’angelo più anziano.
Yosef non lesse il contenuto della pergamena, la strinse solo con molta forza nella sua mano destra.
Al momento della consegna a Yosef, gli fu indicata l’immensa pianura.
E proprio mentre Yosef guardava l’immensa distesa ai piedi del monte, un altro grido molto violento arrivò sino in cima.
Anche il vento era cessato.
Yosef scese con molta calma il monte.
Ogni passo sembrava pensato, studiato.
Ogni ramoscello spezzato nel suo cammino, un momento della sua vita emergeva.
Appena sceso a valle, un gruppo di angeli ormai privi di ali lo aggredì.
Lo tennero stretto per la schiena e lo portarono dinnanzi ai piedi Lucifero.
Lo sguardo glaciale di Lucifero scosse Yosef dall’interno.
Sguardo che scese sino alla cintola dell’emissario dove aveva legata la pergamena del Consiglio.
Con presa possente gliela strappò e senza proferire fiato lesse:

“Dalla Luce del Divino veniamo noi tutti suoi figli.
Non è nostro dovere discutere i suoi disegni e non è nostro compito discuterli, modificarli o correggerli.
Abbandonate ogni idea che nella vostra mente vi confonde.
Abbiate la Fede necessaria per credere che il Nostro Padre non può aver dimenticato nel suo Disegno i suoi figli.
Che ognuno di Noi continuerà a servire il Divino e la Luce del Verbo splenderà sempre su di noi.
Non siamo a conoscenza del volere di Dio, ma la nostra Fede è così grande da credere nei suoi piani sino all’ultimo sacrificio.
Vi chiediamo di rispettare il volere del Nostro Padre e di tornare presso la Sua Luce, dove troverete certamente pace e ristoro.
Pregheremo insieme affinché voi troviate il Perdono.

Il Consiglio dei 20 figli della Prima Luce.”

Appena Lucifero smise di leggere, una risata uscì dalla sua bocca, così fragorosa che arrivò sino in cima.
Guardo la pergamena e la strinse in un pugno.
La prese a morsi e ne sputò i pezzetti.
Con un cenno ordinò ai suoi uomini di aumentare la presa su Yosef, mai liberato.
Con passo lento circumnavigò Yosef e i suoi uomini.
Arrivato alle spalle dell’ambasciatore del Consiglio, gli strappò le ali.
Yosef non emise fiato anche se il dolore doveva essere tanto.
Lo strappo fu netto e brutale, con una forza che solo l’odio può generare.
Lucifero con entrambe le braccia teneva le ali di Yosef dalla punta più estrema delle piume.
Né lasciò cadere una a terra e con forza brutale separò l’ala dall’osso Suassez.
Lo ripulì dalle piume rimastevi coi denti e con la lingua.
Si avvicinò a Yosef da dietro la schiena e conficcò il suo stesso Suassez dietro la schiena.
Neanche questa volta Yosef emise fiato.
Morì come solo un angelo sa fare, sorridendo.
Sorrideva Yosef quando ormai per lui era finita e il suo sguardo era rivolto verso la luce.
Era la prima vittima di una guerra senza un motivo che non fosse da ricercarsi in un alito di vento.
Una guerra tra le più angeliche delle creature.
Una guerra che non poteva avere vincitori o vinti, ma solo superstiti.
Ma era pur sempre una guerra, e in tutte le guerre chi viene ucciso è nostro fratello.

MarkScribano

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Una Risposta to “Capitolo II – La Prima Storia d’Amore”

  1. lezia said

    Amolinooo…ho i brividi!Splendida la descrizione!

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