Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

L’Isola che non c’è

Posted by devilmanga su 10 novembre 2006

Una nuova isola compare dalle acque dell’Oceano Pacifico.
Vicino a Tonga ecco che fa capolino una nuova striscia di terra di 5 chilometri con un cratere al centro.

Questa notizia mi ricorda un pò la nostra siciliana Isola Ferdinandea.
O meglio Isola Ferdinandea o Isola Sciacca o Isola Nertita o Isola Corrao o Isola Hotham o Isola Giulia o Isola Graham.
Un isola siciliana della quale sono rimasti solo i sette nomi.
Una piccola striscia di terra insignificante se non fosse stata per la sua posizione strategica.
La rivendicarono in primis gli Italiani, ma ci piantarono sopra una bandiera gli Inglesi, mentre i Francesi rivendicavano la parte sud dell’isola.
Ma l’isola fregò tutti in questo caso, e sentendo puzza di guerra s’inabisso nel 1835 così come era comparsa il 16 luglio 1831.
Una piccola isola vulcanica tra la costa siciliana e Lampedusa che ormai risiede in fondo al mare, che al suo riemergere può essere rivendicata da ben tre nazioni.

MarkIsolotto

4 Risposte to “L’Isola che non c’è”

  1. lezia said

    La nostra isoletta ha fatto bene a tornarsene nel profondo blu, meno questioni sicuramente…e lei intanto continua a vivere comunque!

  2. Miky said

    Oggi l’isola Ferdinandea è molto più nota, soprattutto nell’ambito della subacquea come Banco Graham.
    L’isola esiste ancora, a circa 6 metri sotto il livello del mare.
    Per fortuna è rimasta un’isola felice, dove le bellezze della natura prolificano rigolgliose.
    L’immersione sul banco è una delle più belle ed emozionanti che si possano fare. Trovi tutto ciò che è possibile trovare sott’acqua compresi, nei periodi di passa, pesci pelagici di grosse dimensioni e con un pò di fortuna, andando verso le pareti esterne anche l’incontro con lo squalo è possibile.
    Presa d’assalto negli anni della febbre dell’oro rosso, il corallo rosso mediterraneo, oggi ricomincia a far mostra anche delle splendide formazioni coralline, anche se in immersioni molto profonde per fortuna non effettuate dai gruppi di sub ricreativi.
    Ah…. dimenticavo ….. sul pianoro della secca è posta una lapide che riporta la scritta “L’isola ferdinandea era e resta dei siciliani”
    Che bello entrare in blog e potere parlare del “mio mare”.

    Ciao Marco

  3. devilmanga said

    uao miky, mi hai messo addosso una invidia..
    diciamo che il mio mondo subacqueo conosciuto è sul metro e mezzo di profondità, giusto il tempo di riuscire a prendere qualche bel riccio!

  4. lezia said

    Mi piarebbe tantissimo ammirare le bellezze del mare…ma non sò nuotareeeee 😦

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