Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Una fiaba macabra

Posted by devilmanga su 11 ottobre 2006

“extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia.
extraterrestre vienimi a pigliare voglio un pianeta su cui ricominciare.” (
Extraterrestre – E. Finardi)

Era l’unico superstite.
Solo, in un mondo alieno (la terra – ndr), lontano milioni di anni luce da casa sua.
Con sè aveva una pillola di veleno, l’ultima speranza di quando speranze non ce n’erano più.
Se non si ha più niente, anche la morte è una speranza.
Stava per prenderla ma intanto sorgeva il sole.. e gli uccelli si svegliavano cantando.
Veniva da un mondo tutto diverso ed iniziò ad essere incuriosito.
Sentì il rumore dell’acqua.
Aveva pensato che quello fosse un pianeta buio, non conosceva il concetto di alba e tramonto.
Adesso, con la luce, vedeva cose che gli sembravano belle, anche se non capiva.
Gli animali, le foglie, i fiori..
Pure essendo vivo, non conosceva neanche il concetto di vita.
Lo stava imparando e gli piaceva.
Il suo era un mondo morto, buio e freddo, spentosi ormai da millenni.
Prima forse era stato un mondo simile.
Quando il sole tramontò ebbe paura.
Lo sconforto e la disperazione tornarono.
Passò tutta la notte pensando che si era illuso, e che ora doveva davvero prendere il veleno.
Ma proprio quando si era deciso, il sole tornò.
Così aveva trovato una nuova casa, dove vivere una nuova vita.
Ma un giorno..
Il sole continuava sì a tornare dopo il buio, ma si faceva sempre più lontano, e così il suo calore.
Cominciò a soffiare un vento freddo.
Gli alberi morivano.
Gli animali sembravano stanchi e tristi.
Ne trovò alcuni sprofondati in un sonno innaturale che, ne era certo, preludeva alla morte.
Gli uccelli fuggivano.
Ma lui sapeva che era inutile: non si poteva sfuggire al proprio destino.
E il destino di quel pianeta era, per ironia della sorte, evidentemente uguale a quello del suo vecchio mondo: era cominciata la fine, l’inesorabile viaggio verso un’oscura, gelida eternità.
Bianco.
Tutto bianco.
La morte ha uno strano modo di preannunciare il buio.
Addio.. addio più a niente e a nessuno ormai.
Prese la pastiglia di veleno e si addormentò.
A primavera dei boscaglioli trovarono resti di quello che forse era stato un uomo.
Ma era difficile dirlo, i lupi lo avevano divorato.

da Dylan Dog117

MarkDog

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Una Risposta to “Una fiaba macabra”

  1. lezia said

    Davvero macabra sta storia…ma prende molto…smack!

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