Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Boys scouts antinazisti

Posted by lezia su 9 ottobre 2006

feudecamp.jpgCerto che leggere queste notizie fa proprio bene!
Sul sito della mia associazione scout  ho letto un articolo che parla di due ragazzi di 13 e 14 anni  di Verona che nel 1943 decisero di sabotare le truppe tedesche; ora la città scaligera rende loro onore.
Ve lo riporto per intero qui:

Non fecero atti di terrorismo, ma rubavano i cartelli stradali e le frecce che indicavano la direzione per l’esercito: ne raccolsero quasi 400.Erano solo dei ragazzini e l’incoscienza della gioventù li portò a rischiare in prima persona contro l’occupante tedesco. Tutto questo, con una mossa che ricorda le gesta dei “Ragazzi della via Pal” di Molnar, ma in questo caso c’è poco romanzo e molta storia.
Era stato da poco firmato l’armistizio dell’8 settembre ’43 quando due adolescenti di Verona – Vittorio Asinari e Rino Argento – si lanciarono in un’avventura di resistenza (pacifica, strategica ma non per questo meno rischiosa) contro le truppe naziste che dalla vicina Germania calavano in riva all’Adige per poi sparpagliarsi nei diversi luoghi di combattimento. I due ragazzi, formata una società segreta, sabotarono la Wehrmacht togliendo decine di cartelli stradali (scritti appunto in tedesco) dalle vie della loro città, per confondere e rallentare gli spostamenti di battaglioni germanici. Oggi, a sessantun’anni da quelle vicende, la città veneta ha scoperto – grazie all’interessamento di Giuseppe Brugnoli, ex direttore del quotidiano locale L’Arena – la vicenda di quei due giovanissimi antinazisti e li premia con la medaglia di “cittadini benemeriti” nel contesto delle celebrazioni della Liberazione.

«Non ne abbiamo mai voluto parlare prima – spiega Asinari – perché dopo la fine della guerra assistemmo al triste spettacolo di coloro che si spacciarono per partigiani dell’ultima ora, quando ormai i nazisti erano sconfitti». Loro – i due resistenti in calzoni corti – no: era infatti il 15 novembre del fatidico 1943 quando il quattordicenne Vittorio e il più giovane Rino (classe 1930, oggi emigrato negli Usa) – entrambi assidui frequentatori dell’Azione Cattolica nella loro parrocchia di San Giorgio e poi fondatori della sezione scout di Verona- decisero che «bisognava fare qualcosa contro i tedeschi che occupavano la nostra città. All’indomani dell’armistizio vedevamo le colonne naziste, provenienti dal Brennero, giungere da noi e poi dirigersi verso la Pianura Padana». Di qui ai due giovincelli sorse un’idea: «Perché non cerchiamo di contrastare questa calata dei tedeschi?». Prendere le armi in mano, per una coppia di adolescenti, era fuori discussione: erano troppo giovani, ancora studenti (entrambi erano alle medie), temevano per le ripercussioni sulla famiglia.

Ecco allora l’intuizione: una società segreta per sabotare le truppe di Hitler. «La prima volta usammo un cartello della Wehrmacht per fare una slitta. Poi ci venne l’idea che l’azione di asportare i cartelli, di girarli in direzione sbagliata o di cambiarne collocazione avrebbe comportato un po’ di problemi ai tedeschi». Detto, fatto: i due amici fondano la S.S.A.A. (Società Segreta Asinari Argento) e così definiscono il loro obiettivo: «Lo scopo della società è di contrastare le Forze armate germaniche con l’asportare cartelli indicatori, scrivere frasi antitedesche e antifasciste, indicare vie sbagliate a colonne, fare propaganda».
«A casa non dicemmo mai niente», sorride oggi Asinari. «Alla mamma e papà dicevo che andavo a messa alla mattina alle 6. Invece…». Invece, indossati ampi cappotti, il duo si recava in giro per la città per individuare, asportare e nascondere indicazioni sia tedesche che fasciste. Poi, con una perizia amministrativa individuabile, si dedicavano alla registrazione del “bottino” ottenuto: ancora oggi, in due smilzi quadernetti scritti con bella grafia fanciullesca, si possono leggere i nomi dei 367 cartelli nazisti sottratti.
Con la cerimonia delo 25 aprile Verona onora questa coppia di giovani antinazisti: «Facevamo tutto questo con un po’ di incoscienza, ma da veri fratelli», conclude Asinari. E infatti lo statuto della loro società segreta dà prova di questa fedeltà: «Se un membro viene interrogato dai tedeschi non deve rivelare niente di quello che sa né denunciare i compagni». Beata adolescenza di ideali e coraggio.

(Tratto da AVVENIRE )

LeziAntiNazista

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Una Risposta to “Boys scouts antinazisti”

  1. devilmanga said

    ah!
    finalmente si scpre che a qualcosa sono serviti questi scout!
    :****

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