Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

Cose di cosa nostra

Posted by devilmanga su 3 ottobre 2006

Conclusasi la fiction su Giovanni Falcone, noto magistrato paleritano ucciso per mano mafiosa, è giunto il momento di fare qualche riflessione sulla mafia.
E dalla fiction trasferirsi nella realtà e lasciare parlare direttamente il Magistrato Giovanni Falcone rimasto in vita grazie al suo libro “Cose di Cosa Nostra” che ogni siciliano ha almeno nella propria libreria.

CHE COSA E’ LA MAFIA?
Uno dei miei colleghi romani, nel 1980, va a trovare Frank Coppola, appena arrestato e lo provoca: <<Signor Coppola, che cosa è la mafia?>>. Il vecchio che non è nato ieri, ci pensa su e ribatte: <<Signor giudice, tre magistrati vorrebbero oggi diventare Procuratore della Repubblica. Uno è intelligentissimo, il secondo gode dell’appoggio dei partiti i Governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia..>>

LA MENTALITA’ MAFIOSA
Per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale. Quanto alla doppiezza dell’anima siciliana è un retaggio della storia, dei tempi in cui la Sicilia doveva difendersi dal mondo esterno, inventandosi un modo di essere che permettesse di resistere all’occupante e di sopravvivere. Gli invasori qui sono arrivati da ogni dove, e ogni volta ci si è dovuti adattare, o almeno far finta di adattarsi, in attesa che andassero via. Alla fine se ne sono andati, lasciandoci però in eredità un temperamento che definirei misoneista, fatto di apparente sottomissione e di fedeltà alle tradizioni, unite ad un orgoglio delirante. Il risultato è che i siciliani adottano e assimilano qualsiasi novità ma in funzione di criteri e di scelte utilitaristiche del tutto personali.

L’OMICIDIO
La cultura della morte non appartiene solamente alla mafia: tutta la Sicilia ne è impregnata. Da noi il giorno dei morti è festa grande: offriamo dolci che si chiamano teste di morto, fatti di zucchero duro come pietra. Solitudine, pessimismo, morte sono i temi della nostra letteratura, da Pirandello a Sciascia. Quasi fossimo un popolo che ha vissuto troppo e di colpo si sente stanco, spossato, svuotato come il Don Fabrizio di Tomasi di Lampedusa.

COME COMBATTERE LA MAFIA?
Gli uomini d’onore non sono nè diabolici nè schizzofrenic. Non uccierebbero padre e madre per qualche grammo di eroina. Sono uomini come noi. La tendenza del mondo occidentale, europeo in particolare, è quello di esorcizzare il male proiettandolo su etnie e su comportamenti che ci appaiono diversi dai nostri. Ma se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla i un mostro nè pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci assomiglia.

COME E’ POSSIBILE CHE MOLTISSIMI EROI SERVITORI DELLO STATO SIANO MORTI IN SICILIA?
Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze, perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

Le risposte sono estratti dal libro di Giovanni Falcone, le domande, quelle vengono dal cuore.

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