Due di cuori

ho scritto t\’amo coi bit

9/11 – Qui chi non terrorizza si ammala di terrore

Posted by devilmanga su 11 settembre 2006

“Le facce impaurite, la vita che vola. Lo stomaco, il fegato, il petto la gola. Peshawar, New York, Sierra Leone, la polizza vita dell’assicurazione. L’innocenza perduta, le ragioni di stato, una sola potenza, un solo mercato. Un solo giornale, una sola radio e mille scheletri dentro l’armadio.” (Salvami – Jovanotti)

Si sono versati fiumi d’inchistro sull’undici settembre, molto spesso scritti con “rabbia ed orgoglio“.
3000 vittime in un solo giorno sono tantissime.
Ma nella nostra mente deve essere chiaro il concetto che non possono esistere morti dal valore intrenseco variabile secondo la cittadinanza.
Che “3000 morti” è una emergenza umanitaria che nel mondo si ripete ogni giorno.
Sono molte le riflessioni sul 9/11 che affollano la mia mente, ma cercherò di essere il più oggettivo possibile come solo uno stupido può essere.

Non è vero che il territorio americano non sia mai stato sotto attacco.
I Giapponesi avevano trovato una corrente d’aria che si sposta dal Giappone sino al territorio americano.
Sfruttandole hanno potuto inviare delle piccole mongolfiere che esplodevano appena arrivate sulla costa americana durante la seconda guerra mondiale.
Una cadde pure vicino ad una centrale nucleare rischiando di causare una seconda Cernobyl.
Tra l’altro gli uomini che furono utilizzati nell’intercettazione e nello spegnimento di queste mongolfiere giapponesi erano soldati di colore. Questo reparto speciale segreto ebbe la possibilità di sfilare in una marcia militare, iniziando un reale processo di integrazione raziale nell’US Force.
L’inviolabilità del territorio americano è da considerarsi dunque un falso storico.

Non è vero che un atto terroristico sia paragonabile ad una guerra.
Una organizzazione criminale non può mai entrare in guerra con uno Stato nè con nessuna Nazione.
Un esempio di organizzazione criminale che ha colpito il cuore dello Stato è la mafia.
Ed anche se qualcuno ha usato l’espressione “guerra alla mafia” è più corretto parlare di “lotta”.
Perchè la parola “guerra” porterebbe una organizzazione criminale ed una Nazione deomocratica sullo stesso piano.
Un gravissimo errore.

Non è vero che il terrorismo sia un’invenzione palestinese.
Moltissime sono le associazioni estremiste che si sono avvalese di questa forma di lotta allo Stato, e spesso è stata una forma di lotta di stessi stati.
Un esempio storico è Israele durante il protettorato britannico della fascia di terra israele-palestinese.
Isralele non vedeva di buon occhio la politica filo-palestinese degli inglesi, e furono così che iniziarono le prime stragi nei luoghi di potere britannico in territorio palestinese.

Non è vero che Al-Qaeda sia così forte ed organizzata.
Per dimunire il potere di Al-Qaeda per più della metà basterebbe non parlarne più.
Perchè molta della loro forza deriva dalla paura.
Un esempio di organizzazione che era sopravvalutata rispetto al suo reale potere era il KGB.
Molti agenti, dopo la caduta del muro di Berlino, dichiararono che una delle loro forze era proprio il “far credere” di essere forti.
La paura è un ottimo strumento di amplificazione e di diffusione di Al-Qaeda.

Mark 9/11

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2 Risposte to “9/11 – Qui chi non terrorizza si ammala di terrore”

  1. lezia said

    Ricordo con molta tristezza quel giorno,quelle immagini,quelle urla…l’unica frase che mi viene in mente in questo momento é: “io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello”.
    Riporto di seguito la canzone di Giovanni Lindo Ferretti “Unidici settembre” venuta fuori pensando a chi era lì per aiutare, come i pompieri e le forze dell’ordine, o a chi era lì per caso e non aveva possibilità di muoversi”

    Chi sale dice a chi scende le scale
    piano che vi fate del male
    la vita è così bella e dura così poco che,
    ero ancora bambino, ho deciso
    da grande spengo il fuoco

    ..scappa, è l’inferno, non c’è niente da fare
    tra la folla che scende c’è qualcuno che sale

    è il mio lavoro, un mestiere, la mia paga
    faccio il poliziotto contengo bene e male
    il bene che diventa male
    il male che non può che peggiorare
    non faccio lo scrittore, il prete, il politico, il cantante
    non mi faccio amare
    io sono un poliziotto
    mi tocca contenere, non fidarmi
    nè del bene, nè al male

    l’uomo in piedi, sereno
    tiene nella mano una mano
    ..lui, il mio amico, non può camminare
    non siamo tutti fatti per scendere e salire le scale
    restiamo qui, è finita, ultima splendida giornata

    le finestre in frantumi, pensieri che non si fanno pensare
    bruciare l’11 settembre
    negli occhi il cielo, la città, il mare.

  2. Naso.it said

    non ci sono risposte o commenti adeguati per certi gesti, solo lo sgomento e il vuoto che la morte lascia

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