Due di cuori

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L’amico ritrovato

Pubblicato da lezia su 10 Dicembre 2007

amico_ritrovato.jpgStamattina sistemando un pò la mia libreria, mi son ritrovata fra le mani un libro dalle dimensioni piccolissime, letto quando avevo più o meno 12 anni.
Averlo in mano mi ha emozionato, ricordo di averlo letto tutto d’un fiato e ogni pagina ha suscitato in me forti emozioni.
Ovviamente ho deciso di rileggerlo subito.

Il libro è l’ Amico Ritrovato e narra la storia di un’amicizia tra un ragazzo ebreo Hans e l’altro tedesco, di origini nobili di nome Konradin.
Una amicizia sincera nata tra i banchi di scuola, non destinata però a durare; Hitler sale al potere e la famiglia di Konradin che era nazista fa allontanare i ragazzi.
Hans é costretto ad emigrare da parenti americani mentre i genitori decidono di rimanere a difendere la “loro patria” perché: “…non permetteremo che nessun bastardo austriaco ce la sottragga…”, essi però moriranno suicidi per sfuggire alle persecuzioni naziste.
Molti anni dopo Hans riceve una lettera dal suo vecchio liceo classico tedesco.
Questa  annunciava la  raccolta di fondi per la costruzione di un monumento ai caduti in ricordo di tutti gli studenti morti nella seconda guerra mondiale, con allegato un libretto con tutti i nomi dei deceduti.
Hans trova scritto anche il  nome dell’amico Konradin con la scritta: “Implicato per il tentato omicidio di Hitler, Giustiziato ”; a questo punto Hans capisce di aver ritrovato un amico.

Una storia veramente toccante e serve a non dimenticare…

LeziaRead

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io ve lo segnalo..

Pubblicato da devilmanga su 26 Novembre 2007

Magari ha qualcuno sfuggirà chi è l’autore di questo blog che sto per segnalarvi.
Io ve lo segnalo.. www.vocidalweb.it

Markdalweb

Pubblicato su Cazzeggiando, Leggendo, Rivoluzionandomi, Scienza e tecnologia, raccontandoci | 6 Commenti »

Carissimo fratello Salvatore

Pubblicato da lezia su 30 Luglio 2007

La lettura é una delle mie passioni.
E questo fine settimana il libro che mi ha fatto compagnia é “Carissimo fratello Salvatore” di Daniele Billitteri di cui ho già letto Femina Panormitana e stò quasi per finire Homo Panormitanus.
Dei libri che raccontano un pò di noi, di com’è la gente di Palermo, quali sono le nostre abitudini, le nostre storie quotidiane.
Il tutto scritto in maniera particolare, molto popolare nonchè divertente.

In particolare il libro “Carissimo fratello Salvatore” é una raccolta di lettere che scrive un signore palermitano, un certo Vincenzo pensabene, al proprio fratello emigrato in America ( a Niu Iorc).
Vi consiglio proprio di leggerlo! Vi tirerà su il morale e vi farà compagnia soprattutto nei momenti in cui sentirete la mancanza della vostra terra o semplicemente delle vostre abitudini.

LeziaCarissimaSorella

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Femina Panormitana

Pubblicato da lezia su 5 Maggio 2007

femina.jpg“Femina Panormitana”, ovvero “l’arte del matriarcato occulto”, è l’ultimo libro della saga antropologica che l’autore dedica alla popolazione palermitana, il giornalista Daniele Billitteri.
Così come preannunciato nel prologo: “Sarà bene dirlo subito: la Femina Panormitana della quale (…) si racconta, è quella vista con gli occhi di un Homo Panormitanus”, lo scrittore non ha nessuna pretesa di aver capito tutto delle donne, ma le osserva e le racconta, a volte da vero “masculo” siciliano, altre da compagno sensibile col quale l’animo femminile sembra poter condividere tutto, spesso da ammiratore… o così pare, delle molteplici figure di donna tanto diverse nell’esprimere la loro natura.
E così riemergono dal passato veri e propri personaggi appartenenti alla memoria storica, ma non per questo privi di contemporaneità, come “Sabella” o la “Tremmotori”, prostitute entrate nel mito delle notti cittadine, o i tredici profili di “Fimmine”, nei quali delinea le tante sfaccettature della palermitana “doc”, che poi è al contempo tutte le donne del mondo.
Di una cosa il nostro concittadino è comunque certo: la vera detentrice del potere, in barba a chi sostiene con presunzione di esser stato sempre l’unico a portare i pantaloni in casa, è lei, la coraggiosa madre-moglie-amante-figlia, forse fragile ma una vera “capitana”, perché – questa la frase storica del libro – se è vero che  “lui comanda, lei decide”.
(fonte)

Un consiglio: leggetelo, io ho le lacrime agli occhi dal troppo ridere!

LeziaFemina

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Voglio visitare la fabbrica di Willy Wonka!

Pubblicato da lezia su 12 Marzo 2007

fabbrica-di-cioccolato.jpgQualche mese fa grazie al mio Amole, ho conosciuto la storia della Fabbrica di cioccolato…
No, non la conoscevo affatto, purtroppo non sono un’amante della tv e da piccola non guardavo tantissimi cartoni…preferivo starmene in giro per il quartiere a giocare con i miei amici…
E vedi qual’è il risultato adesso? Che a 23 anni mi ritrovo a vedere cartoni, a leggere fiabe perchè sento che qualcosa mi manca…
Ma a cosa serve conoscere la storia della fabbrica di cioccolato?
Beh, innanzitutto a metter in moto l’immaginazione, a farti venir l’acquolina in bocca e a far vedere alla gente che conosci…e quindi a non far brutte figure!
L’altro giorno parlavo di cioccolato con dei bambini e con la loro rispettiva mamma, e mi é venuta in mente questa storia: ho iniziato a raccontare un pò la faccenda e non immaginate come stavano ad ascoltarmi!Erano tutti a bocca aperta!
La signora non la ricordava bene come me (beh, io la conosco da qualche mese, ho la mente ancora fresca :) ), e ha cercato nella sua libreria il libro che subito ho iniziato a leggere a bimbi…
Può sembrare una cosa scema, ma io ero emozionata all’idea di aver tra le mani quel libro, di poter gustar per bene quella storia!
Non sono riuscita a leggerlo tutto quel pomeriggio, ovviamente arrivata a pagina 20 i bambini si erano già stancati, ma l’ho portato a casetta e me lo stò divorando!
Per chi, come me non conoscesse la storia, o magari non la ricorda bene, eccovi qui la
trama:

L’eccentrico Willy Wonka è il proprietario della più grande fabbrica di cioccolato del mondo. Da anni, però, nessuno lo ha più visto, e non si sa come e da chi vengano prodotti i suoi dolci; quindici anni prima, infatti, Wonka aveva licenziato tutti i suoi operai per prevenire furti di ricette da parte di spie, ed aveva chiuso la fabbrica per molti anni.
Un giorno, inaspettatamente, Willy Wonka bandisce un concorso grazie al quale cinque fortunati bambini di tutto il mondo potranno entrare per un giorno nella sua fabbrica: per poter entrare bisogna trovare uno dei cinque biglietti d’oro nascosti in altrettante confezioni di cioccolato Wonka. Dei cinque bambini, uno avrà la fortuna di ricevere un premio speciale.
Charlie Bucket ha una famiglia povera; vive con i genitori ed i quattro nonni in una misera casa proprio ai piedi dell’imponente fabbrica Wonka e riceve una sola tavoletta di cioccolato all’anno, per il suo compleanno. Inaspettatamente, Charlie è il quinto fortunato vincitore del concorso indetto da Willy Wonka, e può accedere alla misteriosa fabbrica con il nonno Joe, ex-operaio di Wonka. Con lui ci sono altri quattro bambini: Augustus Gloop, golosissimo di cioccolato, Violetta Beauregarde, campionessa mondiale di gomma da masticare, Veruca Salt, figlia di un ricchissimo industriale e iperviziata, e Mike Teavee, campione di videogiochi.
Il tour della fabbrica, guidato dal suo eccentrico proprietario, si rivela una continua fonte di sorprese, prima tra tutte gli Oompa Loompa, gli strani operai di Wonka.
Intenzione di Willy Wonka è trovare il bambino al quale lascerà in eredità la sua azienda. Ogni aspetto del carattere dei cinque protagonisti li condurrà a esiti diversi. Augustus Gloop, per la sua ingordigia, verrà risucchiato dal sistema di deflusso del cioccolato; Violetta Beauregarde per la sua voglia di primeggiare, assaggerà una gomma da masticare che la trasformerà in un’ enorme mirtillo; Veruca Salt, viziata e insoddisfabile, verrà gettata nella campana dei rifiuti da un gruppo di scoiattoli addetti al controllo delle noccioline; Mike Teavee, supponente e presuntuoso, utilizzerà un sistema di teletrasporto che lo ridurrà a minima grandezza. Charlie Bucket è l’unico bambino rimasto, e avrà in eredità la fabbrica di cioccolato. Per poterla ottenere dovrà però abbandonare la famiglia e trasferirsi con Willy Wonka. Rifiuta per l’amore incondizionato che prova per i suoi genitori ed i nonni. Willy, riflettendo su questa scelta, si riavvicinerà al padre dentista che lo aveva abbandonato negli anni dell’ adolescenza, e ricostruirà la casa dei Bucket all’interno della fabbrica, per potere permettere a Charlie di vivere con i suoi familiari e con Willy medesimo.

Ovviamente il cinema si é dato da fare e l’ultimo film che é uscito col titolo “Charlie e la fabbrica di cioccolato” ha come protagonista Johnny Deep…ed io l’ ho giò visto.
Eccovi un
sito carino dedicato a questo film e dove potete divertirvi con dei giochini.

Emmm..anch’io voglio visitare la fabbrica di Willy Wonka!!!

LeziaWonka

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L’ Alba

Pubblicato da lezia su 6 Febbraio 2007

                                alba.jpg

Non avrei mai pensato eppure é così: da ieri mi diletto a giocare con e come una bambina e a raccontare fiabe    :)

Un vento leggero si alzo’ dal mare; disse alla nebbia: “Fammi passare!”.
Scosse le vele delle barche nel porto: “Salpate, marinai, che il giorno e’ sorto!”
E corse via per le pianure intorno: “Svegliatevi, svegliatevi, ch’e’ giorno!”
Squasso’ le chiome a tutta la foresta “Spiega le tue bandiere, ora che sei desta”.
Lieve tocco’ le ali ripiegate agli uccellini: “E’ l’alba, su, cantate!”
Nell’aia al gallo scompiglio’ le penne: “Suona la sveglia” disse e ai campi venne.
Tutte piego’ le spighe ad un inchino: “Salve” dicendo “Ecco il mattino!”.
Nel campanile entro’ prepotente: “Scuotiti bronzo a ridestar la gente!”.

LeziAlba

Pubblicato su Leggendo | 2 Commenti »

Fiabe a Palermo

Pubblicato da devilmanga su 27 Gennaio 2007

Questa è una storia successa molti e molti anni fa nella città di Palermo.

C’era una volta un Viceré che non riusciva a dormire per il gracidar di rane e rospi.

Il Viceré diede allora ordine di uccidere tutte le mosche così che i rumorosi anfibi non avessero da mangiare…

CONTINUA QUI (il cartone animato della fiaba!)

MarkFiaba

Pubblicato su Cazzeggiando, Leggendo | 1 Commento »

L’albero di Anne Frank

Pubblicato da lezia su 15 Novembre 2006

anne-frank.jpgE’ stato uno dei primi libri interessanti e toccanti da me letti.
Un diario che dona coraggio, bontà, libertà, felicità, umanità e altruismo…ecco i valori in cui credeva Anne, una ragazzina che come tanti altri ebrei fu costretta a nascondersi dai nazisti, durante la seconda guerra mondiale. La sua famiglia venne però scoperta e trasportata nei campi di concentramento dove venne uccisa interamente. Anne morì per tifo ad Auschwitz insieme a Margot, sua sorella.
L’unico a rimanere in vita fu il padre che, grazie all’ aiuto di alcuni amici che avevano aiutato la famiglia a nascondersi, riuscì a rimettere insieme tutti gli appunti di vita di Anne e nel 1947 riuscì a pubblicare “Il diario di Anne Frank”.
L’11 aprile 1944 Anne Frank scrisse nel suo diario a proposito del coraggio:“Non resterò una donna insignificante e lavorerò nel mondo e per gli uomini. E ora so che per prima cosa occorrono coraggio e giocondità.”
Una frase di speranza, d’amore per la vita.
Oggi il giornale Repubblica riporta la notizia dell’abbattimento dell’ ippocastagno di Anne perché malato. Riporto l’articolo per intero:
“L’enorme ippocastato amorevolmente descritto dalla piccola ebrea Anna Frank nel diario, che tenne nel suo nascondiglio ad Amsterdam durante l’occupazione nazista, sarà abbattutto perchè irrimediabilmente malato. ‘ L’albero, vecchio di oltre 150 anni, è malato da molto tempo. E’ cresciuto nel giardino di una casa sul canale Keizersgracht, su cui si affaccia l’alloggio segreto- oggi trasformato in museo- in cui si nascose la famiglia Frank. Il castagno, tuttavia, potrà continuare a vivere on-line. Il sito della Fondazione(www.annefranktree.com ) consente infatti ai visitatori di posare una foglia con il proprio nome, la propria età e la propria città di residenza su un castagno virtuale. Realizzato nel febbraio scorso, il sito è stato pensato soprattutto come un modo di tenere in vita gli ideali di Anna Frank e di far dialogare tra loro gli allievi delle scuole di tutto il mondo intitolate al suo nome, ormai oltre 200″.

LeziaTree

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Il volto cancellato

Pubblicato da lezia su 11 Novembre 2006

Ho visto l’intervista qualche giorno fa nel programma “il senso della vita” di Bonolis e ho voluto approfondire l’argomeno.
Questa é la storia di Fakhra Younas: sfigurata con l’acido dal marito geloso.
Fakhra e’ una delle tante donne che ogni anno, in paesi come il Pakistan, il Bangladesh, Nepal e India a causa di una rottura di un fidanzamento, di un presunto tradimento o semplicemente per una dimostrazione di dominio vengono letteralmente - acidificate -, vittime dell’ignoranza e della prepotenza maschile che in quei paesi diventa legge. Quella di Fakhra è dunque una storia, per quanto estrema e tragica, drammaticamente diffusa.
Questa e’ la foto di Fakhra come era prima.
                                                      fakhra-prima.jpg
 Fakra era una ballerina famosa, sposata con il rampollo, violento e geloso, di una famiglia pakistana potentissima. Suo marito una sera rientra ubriaco in casa; E’ accecato dalla gelosia e dai fumi dell’alcool e per punirla di presunti tradimenti la immobilizza con l’aiuto di amici, le tira indietro la testa per i capelli e le versa addosso dell’acido. Sul volto. Sul corpo.
Intervista a Frkhra:
“Avevi gia visto donne bruciate con l’acido? Oltre al dolore allucinante, che cosa hai sentito in quel momento, ti immaginavi cosa sarebbe successo?”
Fakhra Younas: “ Si ne avevo viste. Nel nostro paese purtroppo queste cose capitano spesso. Gli uomini fanno quello che vogliono. In quel momento non pensavo alle conseguenze sul mio corpo, ero con mio figlio e pensavo solo a lui; che non gli succedesse niente, che lo lasciassero stare. Il dolore non si sente perche’ quasi subito l’acido penetra nella pelle e brucia tutte le terminazioni nervose. Brucia per ore, non si può lavare via”.
E’ questa una delle tante donne che ha subito violenze.
Questa testimonianza, raccolta in un libro “il volto cancellato” é la molla di riscatto per le altre donne che subiscono o hanno subito violenze, di qualsiasi tipo.
Non si é mai soli.

Lezia

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Risparmiate la carta, non comprate Velvet di Repubblica

Pubblicato da devilmanga su 11 Novembre 2006

Anche se il nome Velvet richiama al morbido tessuto, la rivista è pesante come un mattone (fisicamente parlando) e frivola peggio che della stessa aria fritta (culturalmente parlando).

Ho tenuto tra le mani la rivista e posso dire di non aver mai sfogliato tanta pubblicità nella mia vita.
578 pagine di pura pubblicità, ogni tanto qualche articolo di una inconsistenza assurda e poi ancora pubblicità.
Pubblicità neanche in un formato A4, ma in uno che è almeno il doppio.
Mai mi era capitato di saltare 8 pagine di fila perchè interamente pubblicitarie, con Velvet mi è accaduto.
Io adoro le produzioni di Repubblica, ma la decadenza che ha toccato Velvet non riesco a spiegarmela.
A parte il fatto che si paga un euro, quando con la massiccia quantità di pubblicità presente, dovremmo ricevere quanto meno un indennizzo da parte di repubblica per i neuroni compromessi.

Lo so, mi sono soffermato molto sulla pubblicità e non sul contenuto degli articoli.
Ma non sono in grado di affrontare un simile argomento, ho troppo rispetto per i miei neuroni per fargli rielaborare simili contenuti.
Unico rimpianto: non avere un gatto e non potere usare 578 pagine in formato gigante come lettiera.

UPDATE: Se andate alla presentazione ufficiale sul sito di repubblica, noterete che NESSUNA modella che tiene in mano il numero di Velvet lo ha aperto, tutte guardano la copertina, chi il fronte, chi il retro. E forse è vero la copertina è la parte più interessante di tutta la rivista.

MarkVellutato

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Denunciamo la mafia

Pubblicato da lezia su 3 Novembre 2006

brancaccio.jpgNoi, non ci arrendiamo!
Credo sia questo il motto che ha spinto dei ragazzi a scrivere “Brancaccio-storie di mafia quotidiana”. E’ un fumetto che indigna e disturba ( provate a guardare qulache immagine del fumetto qui ).
E’ la lotta non contro le istituzioni della mafia ma contro la mentalità delle persone (rassegnazione, raccomandazioni…) sulla quale la mafia mette radici e cresce.
Come dice anche l’autore, “quest’opera non potrà cambiare la mentalità. Ma se anche solo un bambino, dopo averlo letto, capisce cosa c’è di sbagliato nella vita a Brancaccio sarà già una piccola vittoria”.

Quest’opera é stata realizzata anche grazie a delle persone e associazioni che combattono la mafia come Rita Borsellino e l’Associazione Addio Pizzo.

Lezia

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Le Piramidi

Pubblicato da lezia su 28 Ottobre 2006

sfinge10.jpgSono stata sempre un’amante dell’arte e in particolare di quella egizia ( forse l’unico periodo storico che ho studiato bene é stato proprio  questo in quanto appassionata della loro arte).
Se vi capita di entrare nella mia stanza e di aprire l’armadio troverete immagini spettacolari delle Piramidi.
Ho trovato nella mia biblioteca  personale un libro che non vedo l’ora di leggere, parla delle profezie delle Piramidi (”Le profezie delle Piramidi” di Max Toth), in effetti ho letto altri libri al riguardo, ma non voglio smettere di sapere.
Le piramidi sono quelle strutture architettoniche caratteristiche delle tombe reali dell’Antico e del Medio Regno: al suo interno veniva garantita la vita del sovrano oltre la morte, nell’oltretomba.
Gli edifici racchiudevano la camera funeraria (talvolta sotterranea), dove veniva deposta la mummia del faraone. Le piramidi testimoniano di un tecnica costruttiva di alto livello, tenuto conto della mancanza di attrezzi in ferro e di macchine per il sollevamento: gli strumenti erano in pietra e i blocchi da costruzione, del peso di molte tonnellate, erano trascinati su scivoli e terrapieni, in tempi molto lunghi e con impiego di un elevatissimo numero di uomini e animali da tiro. Eccezionale è la precisione con cui questi monumenti sono orientati astronomicamente, rivolti a nord.
La Piramide che più mi intriga é La Sfinge di Giza  che ha testa umana e corpo leonino. La fusione dei due elementi, zoomorfo e umano, in una scultura di dimensioni colossali è ancora oscuro e non esiste neppure un documento sul suo significato religioso. Forse, nel suo aspetto di leone accucciato, doveva vegliare sul complesso  funerario delle piramidi.
Se volete scoprire molte altre curiosità su queste strutture e sull’ Antico Egitto, vi consiglio di visitare il seguente sito www.anticoegitto.net.

LeziaEgizia

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Il buonumore: un’emozione superficiale?!

Pubblicato da lezia su 5 Ottobre 2006

marchelab_ancona_logo.jpgEppur non avendo avuto la possibilità di studiare psicologia, mi son sempre affrettata a leggere libri al riguardo.
Un libro che mi ha molto colpito é “La forza delle emozioni” di Francois Lelord che parla appunto delle emozioni.

Emozione: movimento straordinario che agita il corpo e lo spirito, e che ne turba il temperamento o l’equilibrio. La febbre comincia e finisce con un piccolo turbamento del polso. Quando si compie uno sforzo violento, si prova emozione in tutto il corpo. Un amante prova emozione alla vista dell’amata, un codardo alla vista del proprio nemico.
-Un’ emozione é un movimento: in quanto é un cambiamento rispetto allo stato di normalità iniziale;
-un’ emozione comprende fenomeni fisici, in particolare il battito cardiaco accellera o a volte diminuisce;
-l’emozione agita lo spirito, ci fa pensare in maniera diversa, essa turba la ragione o al contrario la rafforza;
-l’emozione é una reazione a un avvenimento,
-l’emozione ci prepara e spesso ci spinge all’azione (di fronte all’amata ci avvicina, di fronte a un nemico ci spinge a combatterlo).
Una delle tante emozioni che più mi affascina é il BUONUMORE.
Il buonumore é come una musica di sottofondo a cui non si fà necessariamente caso e che non interrompe il corso dei nostri pensieri come un’esplosione di gioia.Tuttavia questa melodica musichetta, che sembra superflua, si rivela determinante per il nostro modo di pensare o di agire.
Le persone di buonumore sono più inclini ad aiutare spontaneamente il prossimo, sono più creativi (hanno più idee, collaborano più facilmente),  elaborano facilmente soluzioni più numerose e migliori, sono più audaci.
Si potrebbe pensare che i soggetti di buonumore accettino con il sorriso i lavori più sgradevoli e invece non é così.Anzi, sono più motivati e creativi dei soggetti neutri, qualora venga loro proposto un lavoro interessante, ma lo sono un pò di meno in caso di incarichi fastidiosi.
ATTENZIONE: certi capi devono aver intuito il fenomeno quindi se volete aumentare le vostre opportunità di vedervi affidare un compito interessante, cercate di avere l’aria sempre ALLEGRA! [consiglio per i capi: solo dando il buon esempio o creando occasioni per aumentare il buonumore, si migliora sia il benessere sia la capacità di lavoro dei propri dipendenti...].
Sentirsi di buonumore é sicuramente molto piacevole, ma  secondo voi é sufficiente a renderci felici?
[La felicità é un'emozione che ha bisogno di un'attenzione particolare...magari ne si parla un'altra volta]…

Io sono di buonumore? Beh, quasi sempre! Soffoco le giornate tristi e buie con i miei sorrisi raggianti di luce splendente…cerco di affrontare la vita in maniera diversa oggi, saranno forse state le esperienze passate, sicuramente, ma cerco e trovo sempre in ogni cosa quello spiraglio di luce che mi fa andare avanti…

Viva la vida!!!

LeziaOrsettoAllegro

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VERGOGNA!

Pubblicato da lezia su 4 Ottobre 2006

raccolta-pomodori.jpgLeggete, riflettete. Ho sdegno, rabbia, ma soprattutto vergogna!
Oggi voglio dimenticare di amare la Puglia ma soprattutto voglio dimenticare di essere italiana…
Ecco il motivo del mio sdegno!

LeziaSenzaParole

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“Jack Frusciante é uscito dal gruppo”

Pubblicato da lezia su 21 Settembre 2006

jackfrusciante.jpgAnche se sono tradizionalista, il modo in cui é scritto questo libro mi piace!
E anche se a volte tale linguaggio non lo capisco… c’é quella storia tra Alex ed Aidi, talmente pura e bella che contrasta con tutto e che toglie il fiato!
Ma non è stata soltanto la storia d’amore a colpirmi… sono state più che altro quelle descrizioni della vita che la circondano a piacermi.
Giravo le pagine e nelle parole scritte da Brizzi scorgevo un po’ di sole, nonostante il gelo dell’inverno che si posa sulle guance di Alex e che, malgrado tutto, non gli impedisce di andarsene in giro in bicicletta per i colli bolognesi…

Mi ha sconvolto constatare come ciascuno di noi vede se stesso in modo completamente diverso da come ci vedono gli altri e che è davvero complicato conoscere bene qualcuno!
Ed è strano pensare che noi comuni mortali dobbiamo metterci, solitamente, una buona dose di impegno per intenderci, mentre Aidi ed Alex se ne stanno distesi sull’erba un pomeriggio intero senza aver bisogno di parlare.

E mi ha disorientato questa immagine di ragazzi non ancora adulti che sembrano essere gettati in mezzo a gente che non sa quasi niente di loro e che, forse, non sarà mai in grado di capirli.

Alex si sveglia d’improvviso diverso dopo aver letto un libro e questo fatto, qualsiasi quasi - uomo l’abbia fatto diventare, mi è piaciuto, perché credo che ogni persona, ogni esperienza, ogni libro ci mutino almeno un po’ contribuiscano a farci diventare ciò che siamo.

Alex che come un fiore accanto ad Aidi stava lentamente sbocciando alla maturità, ripiomba nella tristezza ed appassisce di colpo quando Aidi va via, chiedendosi che senso ha avuto “essere così dannatamente felice” se ora Lei non c’è più…

Ed a noi, che disorientati dalla Sua rabbia e dal Suo triste sconforto, abbiamo seguito la Sua storia, rimane soltanto un po’ di dolcezza da assaporare sulle labbra, mentre ripercorriamo il libro con la mente ancora offuscata da un brivido di gioia malinconica…

“JACK FRUSCIANTE E’ USCITO DAL GRUPPO” di ENRICO BRIZZI

LeziaCheLegge 

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