Due di cuori

ho scritto t’amo coi bit

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Pasta al nero di seppia

Pubblicato da lezia su 30 Giugno 2008

E’ stata un’idea geniale del mio amole quella di preparare la pasta al nero di seppia…
Al solo pensiero di quella pasta nera mi irrigidivo un pò eppure non mi sono arresa al solo sguardo…

- comprato il preparato
- cucinata la pasta
- riscaldato il preparato
- divorata la pasta!

Il mio occhio aveva torto come immaginato dal mio amole.
La pasta è stata senz’altro di mio gradimento, anzi…quand’è che ce ne gustiamo ancora un altro piatto?!
La prossima volta però la preparo io!  :P

Vi scrivo di seguito la ricetta che ho trovato da questo sito!

(dosi per 6 persone)
- 600 gr. Pasta,
- 1 kg.Seppie,
- 50 gr. Concentrato di pomodoro,
- una cipolla piccola,
- due spicchi d’aglio,
- prezzemolo,
- sale,
- pecorino grattuggiato q.b.

Pulite e lavate le seppie, facendo attenzione a non rompere le vescichette col “nero” che metterete da parte.
Tagliatele a pezzetti e mettetele in un tegame insieme all’olio, alla cipolla affettata, agli spiccchi d’aglio e al prezzemolo tritato.
Cuocete a fuoco vivace, fate insaporire un paio di minuti, abbassate la fiamma.
Aggiungete il concentrato di pomodoro diluito in acqua calda e fate cuocere per 25 minuti, salate e rompete le vescichette col nero.
Fate cuocere per altri 10 minuti sempre a fiamma bassa.
Fate cuocere la pasta e scolatela al dentela.
Condite con il sugo e mettete il tutto in una zuppiera precedentemente riscaldata.
Grattugiatevi sopra il pecorino e servite.

LeziAlNeroDiSeppia

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Una festa dietetica

Pubblicato da lezia su 2 Giugno 2008

La festa si è localizzata in un giorno della settimana perfetto…il lunedì!
Perfetto perchè ha contribuito a far un bel ponte: sabato, domenica e lunedì di relax un pò per tutti…e per fortuna anche per me e il mio amole e amici…
Caratteristica principale: CUCINA DIETETICA AMOLINIZZATA…rigorosamente inventata dai entrambi.
Il risultato é non solo originale, come il riso col latte…ma del tutto squisito come le melenzane cotte al sugo con l’aggiunta di filetto di pollo tagliato a pezzetti…e per completare la pietanza non possono mancar dentro pennette rigate di mais!!!Ahahaha, sembra una pietanza cinese ma vi assicuro che è na’ vera bontà!
Ecco qui delle foto del piatto di cui vi ho appena parlato:

  

 

 

        

 

 

 

 

Cucinare, mangiare, ridere e scherzare insieme…un vero divertimento! Troppo bello amole mio, peccato che questi momenti passano troppo in fretta!

Lezia2Juin

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Il peperoncino campanellino

Pubblicato da lezia su 11 Febbraio 2008

peperoncino.jpgPrima non ci andavo pazza lo ammetto, più che altro a casa mia non lo usavamo più di tanto, anzi addirittura non lo usavamo completamente…ma da un pò di tempo a questa parte un pizzico lo metto nelle mie pietanze per renderle più gradevoli!
Parlo del peperoncino che sicuramente ha tantissimi benefici.
Il mio amole dice di averci perso le speranze ma io le promesse le mantengo e la prossima volta che ci vediamo prima gli consegno il peperoncino a campanello promesso e poi gli dò il bacino  :)
Non avevo mai visto prima d’ora un peperoncino così bellino!

LeziaPeperoncina

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Arancine pi tutti!

Pubblicato da lezia su 30 Dicembre 2007

arancine-siciliane.jpgHo promesso al mio amole che quando finiremo la dieta, gli preparerò le arancine più buone che ci siano!
Ecco qui la ricetta!

Ingredienti per il riso:
-1 kg di riso cucinato in 2,5 l di acqua;
-2 dadi
-gr 70 di margarina o burro;
-4 buste di giallo alimentare o un pò di zafferano.
Il riso è pronto nel momento in cui ha assorbito tutta l’acqua.

Ingredienti per il ragù:
-tritato,
-piselli,
-pepe,
-noce moscata,
-alloro,
-cipolle,
-carote tritate,
-sedano,
-gr 20 di sale,
-olio di semi,
-mezzo bicchiere di brandy o vino rosso,
-concentrato di pomodoro,
-rosmarino macinato,
-1 cucchiaino da caffè di zucchero.

Come fare il ragù:
Soffriggere sedano, cipolle e carote in olio di semi, aggiungere il tritato e mescolare, mettere sale, brandy o mezzo bicchiere di vino rosso e continuare a mescolare.
Aggiungere pepe e noce moscata, concentrato di pomodoro, alloro e un cucchiaino di zucchero, aggiungere infine rosmarino macinato e piselli.
Preparazione pastella:
Sciogliere della farina con l’acqua e mettere un pò di sale.
E’ necessario anche del pan grattato col quale ricoprire poi le arancine.

Preparato il tutto, bisogna far raffreddare il riso e il ragù preparato.
Col riso fare delle palle, non eccessivamente grosse e dentro mettere il ragù.
Le palline vengono immerse poi nella pastella precedentemente preparata e poi ricoperte col pan grattato.
Friggere in abbondante olio di semi e BUON APPETITO!

LeziArancina
 

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Oggi…all’arrabbiata!

Pubblicato da lezia su 12 Settembre 2007

p_arrab.jpgQuesta dieta mi stupisce ogni giorno di più, ed è giusto che sia così, nella mia alimentazione ci deve essere tutto nelle giuste quantità.
E oggi sapete cosa ho mangiato?! Penne all’arrabbiata! E qui di seguito vi propongo la ricetta.

Condimento per 4 persone:

- 500 g di pomodori maturi e sodi
- 2 spicchi d’aglio
- 1 peperoncino rosso
- 4 cucchiai d’olio d’oliva
- sale


Spellate i pomodori,potete metterli in acqua bollente per 10 secondi per eliminare la pelle, togliete anche i semi.
Scaldate l’olio in una padella con gli spicchi d’aglio sminuzzati senza farli scurire.
Unite la polpa dei pomodori spezzettata e lasciate cuocere per circa 15/20 minuti a fuoco basso, fino a quando non ci sarà più acqua nella padellina. 
Salate il sugo e unitevi il peperoncino sminuzzato oppure un po’ di peperoncino secco sbriciolato (quello calabrese o quello pugliese non è niente male). 
Preparate intanto la pasta, le penne sono ideali,  e condite con il sugo, cospargendo a piacere con pecorino grattugiato.
Se volete comunque comprare direttamente il sugo pronto, fate prima ed è pure ottimo!
E buon appetito!

LeziArrabbiata

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Il gelato che bontà!

Pubblicato da lezia su 8 Agosto 2007

gelato.jpgIl gelato…santo chi l’ha inventato!
Io l’adoro e in particolare della nocciola esco pazza!
Ma quante calorie ha? 

Calorie per 100 gr gelato in base al gusto:
Fiordilatte ha 200 calorie ( pari a 30 gr di pasta condita o a 200 gr di carne);
Cioccolato ha 207 calorie;
Crema ha 204 calorie;
Limone ha 124 calorie;
Fragola ha 108 calorie.
Ci sono poi gelati con un apporto calorico ancora inferiore: il gelato di soia, preparato con estratti di soia e di altri ingredienti di origine vegetale e ideale per chi ha problemi di peso o di colesterolo, e quello di riso, adatto per i celiaci e per gli intolleranti al glutine.
Chi lo dice che chi è a dieta non può quindi mangiarlo?
Io lo mangio!
Grazie ad un test che mensilmente faccio dal dietologo ho scoperto di essere intollerante al glutine e al lattosio, per fortuna in maniera lieve ed è per questo che mangio tutto a base di riso e mais…ma ormai mi sono abituata, non mi pesa più.
Mangio quindi anche il gelato di soia e potrei mangiare anche quello di riso ovviamente ma non ho ancora avuto occasione di comprarlo.
E vi assicuro che il gusto non è per niente male, é buonissimo anche perchè lo mangio con amore, essendo l’unica cosa dolce della dieta!

LeziaSoia

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Torta di mele, di grassi e di zuccheri.. con poco burro e tanto amore

Pubblicato da devilmanga su 27 Giugno 2007

Oggi col mio amolino ci siamo finti pasticceri (si può scrivere con o senza la “I”, prima che iniziate a correggermi).
Pasticceri perchè proprio come loro cuciniamo e non mangiamo.
E dal mischiare insieme uova, burro, farina, zucchero, mele, lievito per dolci e una cinquantina di baci, infornati per 40 minuti a 180 gradi, abbiamo fatto una strabiliosa torta di mele!

Mi spiace che non possiate sentire l’odore (a me e lety ormai rimane solo quello da sentire)

Qui in una stupenda panoramica dall’alto!!!

Che dire.. il mio amole sa pure cucinare, è troppo perfetta.. se non fossi assolutamente perfetto sotto ogni aspetto anch’io temerei che me la rubino!

MarkTortaDiMele

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Mi manca…

Pubblicato da lezia su 21 Giugno 2007

La cosa che più mi manca da quando sono a dieta:

Un cappuccino fatto così

Resisterò ancora…devo…

LeziaWant

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San Giuseppe

Pubblicato da lezia su 19 Marzo 2007

san-giuseppe.jpgSanto del giorno: San Giuseppe

Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore dei poveri e dei derelitti.
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto. Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l’ospitalità e l’amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l’allestimento di un banchetto speciale.
Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usa invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe.
In questa occasione, un sacerdote benedice la tavola, ed i poveri sono serviti dal padrone di casa.
San Giuseppe, in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa ( mio papà infatti é molto devoto a questo Santo).
La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po’ in tutte le regioni d’Italia: i falò (in Sicilia é chiamanta “La vampa) e le zeppole.
Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle.
                                                                              
Il dolce tipico siciliano, in occasione di questa festa é la SFINCE DI SAN GIUSEPPE (che é tra l’altro il mio dolce preferito…). Eccovi la ricetta:

Ingredienti
1 chilo di farina “00″
50 grammi di burro o gradina 
mezzo bicchiere di lattesfince_di_san_giuseppe.jpg
250 grammi di patate
1 cubetto di lievito di birra
un pò di cimino
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un’arancia
un pò di liquore al mandarino
acqua tiepida

Preparazione
Bollire le patate e passarle a setaccio. Mettere in una ciotola capiente la farina, le patate, il burro sciolto, il cimino,il sale, il liquore e infine il latte tiepido dove si fa sciogliere il lievito. Impastare tutti gli ingredienti e aggiungere acqua fino a quando avremo un impasto morbidissimo. Lasciare lievitare coprendo la ciotola con qualche coperta per una mezz’oretta. Intanto mettere sul fuoco l’olio per friggere gli sfinci. Quando l’impasto risulta abbastanza lievitato, con l’aiuto di due cucchiaini, formare delle piccole frittelle e gettarle nell’olio bollente. Fare d’orare e uscirle fuori mettendole su carta assorbente. Cospargere di zucchero e cannella e servire.

LeziaSfincia

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Fonduta golosa

Pubblicato da lezia su 16 Febbraio 2007

fondutanovi.gifEcco come preparare una fonduta di cioccolato golosa:

Sciogliere una tavoletta di cioccolato fondente. Unire 3 o 4 cucchiai di panna liquida o latte, a seconda della consistenza desiderata.
Frutta consigliata: fragole, pere, mele, banane, uva, lamponi…(diciamo futta di stagione).

Ecco cosa mi ha regalato il mio amole per San Valentino: la fondutiera che permette di sciogliere e mantenere caldo e liquido il cioccolato per essere gustato insieme alla frutta! Che idea geniale, molto dolce   :)

LeziaFondue

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Caramelle alla carruba

Pubblicato da devilmanga su 9 Febbraio 2007

1598 Kcal/100 gr, una droga.
Altro che cibo per cavalli.
Altro che cibo per contadini moribondi per la fame.
Qui la loro ricetta.

Che Dio mi perdoni.

Markarruba

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Mangiando insalate

Pubblicato da lezia su 19 Gennaio 2007

Ormai da un pò di tempo, io e il  mio amole, ci sbizzarriamo nella preparazione di insalate!
La nostra sta diventando una vera passione, oltre ad essere leggere infatti sono squisite!
Tra le tante che abbiamo preparato ( confesso che é il mio amole che é più inventivo a tal proprosito), c’é L’INSALATA DI RISO  che spesso ci ha accompagnati durante le nostre scampagnate; per poi passare all’insalata di mare, una delle nostre preferite…

                                                                      insalata-di-riso.jpg

Nella nostra quotidianità adoriamo mangiare insalata di mozzarella, pomodoro, mais e lattuga, ma anche la fagiolina e le patate ci accompagnano durante i nostri pranzetti e cenette…
Tra le ultime insalate che abbiam mangiato insieme e che ha preparato il mio amole non si possono dimenticare L’INSALATA DI PASTA e L’INSALATA DI POLLO (invito il mio amole a scrivere la ricetta), molto originali nel contenuto e davvero molto buone.

                                                                            insalata-di-pollo.jpg

Le zucchine, le carote e tutto il mondo degli ortaggi é al nostro servizio e sotto le nostre mani, staimo davvero diventando degli ottimi cuochi, mangiar sani é ormai il nostro motto!

LeziaInsalatiera

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I buccellati

Pubblicato da lezia su 18 Dicembre 2006

buccellato.jpg

E pian piano si avvicinano le feste natalizie, e pian piano la pancia ricomincia ad ingrassare.
A parte i grandi cenoni e le super abbuffate durante gli svariati pranzi festivi, i dolci come panettoni, di cui al ianduja, al limoncello, al manderino e vari tipi di pandori, qui in Sicilia sapete che tipi di dolci si preparano?
Vengono chiamati “Buccellati” e il loro odore, specialmente appena cucinati vi stupirà.
Dopo aver passato una notte in bianco, mi ci voleva proprio svegliarmi con questo buon odore.
Ecco qui la ricetta e le modalità di come prepararli.
La preparazione é diversa da paese in paese.
Ecco infatti come li prepara la mia mamma:

Ingredienti per la “marmellata”

1 kg di mandorle sbucciate e tritate,
1 litro di acqua
un pò di cannella
800 gr di zucchero
1 buccia di arancia

Cucinare a fuoco basso per circa 20 minuti.
Fate raffreddare e aggiungete dei pezzetti di cioccolato fondente.

Preparzione della pasta:

2 kg di farina 00,
600 gr di strutto,
2 bustine di lievito bertolini,
4 buste di vaniglia,
500 gr di zucchero
30 gr di “ammoniaca”

Impastare aggiungendo man mano del latte, quanto basta per armonizzare il tutto. Preparate adesso i biscotti ripieni della “marmellata”  in svariate forme, io preferisco quella a forma di stella.Stamattina la prima scorta di buccellati l’ho già fatta, approfittando anche del fatto che il mal di pancia é diminuito.

Personalmente da qualche anno non amo più molto i periodi di festa, semplicemente perchè non riesco a festeggiarli come fa la maggior parte della gente perchè lavoro.
Bisogna quindi che mi organizzi di conseguenza.
Auguro già da adesso, a tutti voi e anche a noi ovviamente, di passare dei giorni veramente felici, vicino alle persone che volete bene.

LeziaDolcetto
 

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13 dicembre, Santa Lucia

Pubblicato da lezia su 13 Dicembre 2006

SANTA LUCIA, IL GIORNO PIU’ CORTO CHE CI SIA?

La tradizione popolare, in tempi passati, usava spesso associare i giorni dell’anno a fenomeni meteorologici o astronomici. Chi non ricorda, ad esempio, detti popolari come “San Benedetto, la rondine sotto il tetto” (21 marzo), “Estate di San Martino” (11 novembre), o “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” (13 dicembre), solo per citare i più noti? Sono tutti veri? Corrispondono, cioè, tutti esattamente ai fenomeni astronomici e climatici ai quali fanno riferimento?
In realtà ciò non avviene quasi mai: la cosa dipende principalmente dal fatto che i detti popolari in genere sono molto antichi mentre il calendario, nel corso del tempo, ha subito slittamenti e modifiche tali da produrre profondi sfasamenti tra i fenomeni naturali e i giorni dell’anno a cui tali fenomeni erano stati collegati.  
E’ possibile dare una diversa spiegazione della mancata corrispondenza fra l’affermazione contenuta nel detto popolare e l’autorità della scienza astronomica ma prima di esporla è opportuno conoscere chi fosse la Lucia a cui fa riferimento il detto popolare, e capire per quale motivo ad essa è legata la festa della luce e per quale ragione i fedeli la considerino protettrice della vista.

LA STORIA DI SANTA LUCIA:

  santa-lucia.jpgLucia, una ragazza di nobile e ricca famiglia siracusana, all’epoca delle persecuzioni di Diocleziano (304 d.C.) era stata promessa in sposa ad un pagano, che ella rifiutò per mantenere fede ad un voto fatto a S. Agata. Il voto, per la guarigione della madre, consisteva nella promessa di rimanere vergine e di distribuire tutti i suoi beni ai poveri. Sennonché il fidanzato respinto l’accusò di essere cristiana e la denunciò al prefetto Pascasio, il quale avrebbe anche tentato di abusare di lei. Si racconta che la donna, per sottrarsi al suo pretendente, si sia strappata gli occhi e glieli abbia gettati ai piedi, ma questo episodio, quasi sicuramente, è una leggenda, mentre è certo che Lucia venne uccisa dopo essere stata sottoposta ad atroci tormenti.
Il suo culto, dapprima localizzato in Sicilia, si diffuse successivamente nel resto d’Italia e in Europa ed oggi è molto vivo soprattutto nei paesi del nord dove, per la tradizione popolare, Santa Lucia (il cui nome, forse non a caso, deriva dal latino “lux” che significa “luce”) è festeggiata come portatrice della luce che annuncia la fine delle tenebre invernali.
Per quanto riguarda la festività è certo che il suo nome fu inserito nel calendario, alla data del 13 dicembre (che sembra coincidere con quella del suo martirio), nel V o VI secolo. Evidentemente il riferimento astronomico, come abbiamo visto, venne associato a quel nome (e a quel giorno) solo in epoca successiva.

I FESTEGGIAMENTI DI SANTA LUCIA A SIRACUSA, SUA CITTA’ NATALE:

 A Siracusa, città natale di Lucia, vi sono diverse celebrazioni. Il 13 dicembre, si ha la festa e la processione dal Duomo di Siracusa alla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro. I fedeli devoti partecipano alla processione a piedi scalzi. La processione è chiusa dal corteo dei Cavalieri che in abiti settecenteschi fanno da cornice alla Carrozza del Senato, splendido esempio dell’arte barocca siracusana. Il simulacro rimane esposto ai fedeli per otto giorni, al termine dei quali viene rifatta una processione che riporta il simulacro al Duomo.
In alcuni luoghi d’Italia, nel giorno della festa, si usa distribuire, pane ai poveri, o cuocere piccoli pani rotondi, denominati “occhi di S. Lucia”.
Nel Nord durante la notte tra il 12 e 13 dicembre, la Santa si incarichi di distribuire doni ai fanciulli.

Ma ecco alcuni piatti tipici da mangiare in questo giorno.
In Sicilia la tradizione ricorda il miracolo di Santa Lucia del 1646 che fece arrivare una nave carica di frumento dopo una lunga carestia che aveva affamato l’isola: il popolo si rifocillò mangiando grano bollito tanto buono che ancora oggi ne fa memoria ogni anno con i cuccìa.

cuccia-con-ricotta.jpg
Ecco come prepararla:
-frumento tenero: 500 grammi
-ricotta fresca: 50 grammi
-zucchero: 300 grammi
-cioccolato fondente: 100 grammi
-vaniglia: mezza bustina
-sale: q.b.
Mettere a bagno il frumento tre giorni in una pentola, meglio se di coccio,  (ricordare di cambiare frequentemente l’acqua). La sera prima della preparazione colare il frumento e metterlo in abbondante acqua leggermente salata e cuocere a fuoco lentissimo per 6/8 ore; lasciare riposare nello stesso tegame coperto, per l’intera nottata; il giorno della preparazione, scolare accuratamente e mettere in una zuppiera, lavorare a parte con una forchetta la ricotta e il cioccolato a pezzetti e versare la crema nella zuppiera per poi mescolarla al grano.

arancine.jpgUn’altra bontà che si mangia é l’arancina, precedentemente vi avevo parlato anche della sua preparazione.

Diciamo che oggi mi son mantenuta leggera per mangiar domani queste squisite bontà!

LeziaPerSantaLuciaSiMangiaLaCuccia

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Voglia di…dolci!

Pubblicato da lezia su 26 Ottobre 2006

cannoli.jpgSarà pure che oggi a lavoro ho sciupato troppe calorie, sarà che é da un pò che non ne mangio…ma mi é venuta una voglia matta di cannoli siciliani (ovviamente).
Ecco qui la ricetta e prometto che nel mio prossimo giorno libero, mi divertirò a farli  :)
Ingredienti:
-gr. 300 farina bianca;
-gr. 30 burro;
-gr. 30 zucchero semolato;
-gr. 30 pistacchi;
-gr. 400 ricotta;
-gr. 200 zucchero al velo;
-gr. 100 arancio, cedro, zucca di candita;
-gr. 50 cioccolato fondente;
-1 uovo;
-marsala secco del buon vino secco;
-strutto per olio per friggere;
-cannella in polvere;
-sale

Procedimento:
Mescolate la farina con il tuorlo d’uovo, lo zucchero, il burro sciolto, un pizzico del sale del vino oppure del marsala secchi, necessario per un impasto morbido e liscio.Coprite impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per due ore in un contenitore. Passate la ricotta al setaccio; con un mescolo di legno lavoratela unendo lo zucchero a velo fino a renderla cremosa; unite poi la frutta candita affettata in piccoli pezzi, il pistacchio tritato piuttosto grosso, il cioccolato fondente fatto a pezzetti e rimescolate il tutto. Riprendete la pasta, spianatela sottile con un matterello e tagliatela in quadrati di 10- 12 cm. Spennellate questi quadrati con albume d’uovo sbattuto ed avvolgeteli su pezzi di canna tagliati a misura ed accuratamente  sterilizzati ( oppure su equivalenti stampi metallici). In una padella mettete dell’olio con l’aggiunta di qualche pezzetto di strutto e friggeteli ben larghi. Appena dorati e croccanti metteteli a colare, lasciateli raffreddare, alzateli dai tubicini e riempiteli con la ricotta. spargeteli di zucchero vanigliato e di cannella in polvere e serviteli.

Beh, io vi scritto anche come fare ”le scorze” ma garantisco che anche quelli che trovate al supermercato non sono male, a voi tocca solo riempirli di ricotta e mangiarli!

LeziaDolce
 

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